
A soli tre mesi dall’entrata in vigore del Patto UE su Migrazione e Asilo, i governi nazionali stanno già discutendo di un “Patto 2.0”. Un rapporto dettagliato del 25 settembre ha rivelato che rappresentanti di circa 18 Stati membri dell’UE, tra cui il Belgio, utilizzeranno l’incontro sulla migrazione di Monaco di questo weekend per esplorare un pacchetto legislativo successivo volto a semplificare i controlli, ampliare il database biometrico Eurodac e consentire l’uso dell’intelligenza artificiale nelle procedure di asilo. Secondo la fuga di notizie, le capitali vogliono che la Commissione Europea presenti emendamenti concreti entro metà 2027. Le proposte sul tavolo includono la raccolta di più dati durante i controlli alle frontiere, l’inserimento di tali dati in Eurodac e la facilitazione del ritiro della protezione dopo determinate condanne penali. Il Belgio – che sta affrontando un aumento delle domande di asilo e carenze di alloggi – dovrebbe sostenere le misure che accelerano le procedure, ma dovrà bilanciare l’efficienza con le garanzie legali richieste dal prossimo Regolamento UE sull’IA. Per i datori di lavoro belgi, il dibattito è cruciale perché controlli più rapidi e una migliore condivisione dei dati potrebbero ridurre i tempi di elaborazione per i visti umanitari e le domande di ricongiungimento familiare, spesso ostacoli per le assunzioni internazionali. Tuttavia, requisiti biometrici più ampi e valutazioni del rischio basate sull’IA potrebbero comportare standard documentali più rigorosi, costi di conformità più elevati e nuove valutazioni d’impatto sulla privacy per le aziende che raccolgono dati dei dipendenti a supporto delle pratiche di visto. Gli stakeholder dovrebbero monitorare attentamente come verrà classificata l’IA. Secondo il Regolamento UE sull’IA, la maggior parte dei sistemi legati alla migrazione è considerata “ad alto rischio”, attivando obblighi su qualità dei dati, supervisione umana e auditabilità. Se il Belgio adotterà strumenti decisionali supportati dall’IA prima della scadenza del 2027, datori di lavoro e fornitori di servizi di relocation potrebbero dover fornire prove leggibili da macchina (es. contratti di lavoro verificati) e rispondere rapidamente a richieste di verifica automatizzata. In sintesi: è in arrivo un secondo round legislativo. I team di mobilità globale dovrebbero coinvolgere ora le associazioni industriali belghe e partecipare alle consultazioni UE per garantire che i guadagni in efficienza non compromettano trasparenza e diritti dei viaggiatori.
Fonte: The European Times
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