
I ministri dell’Interno dell’UE si riuniranno a Monaco questo fine settimana per discutere di un “Patto sulla Migrazione 2.0”, a soli quattro mesi dall’entrata in vigore del primo Patto su Migrazione e Asilo. Un documento non ufficiale diffuso dalla Germania e da altri undici Stati membri propone un pacchetto di semplificazioni per il 2027, che prevede un inasprimento delle procedure di rimpatrio, la creazione di “hub di rimpatrio” offshore e un ruolo operativo più forte per Frontex.
Secondo fonti diplomatiche, il Belgio sostiene in linea di massima una riduzione degli oneri amministrativi, ma chiede garanzie solide affinché la mobilità legale dei lavoratori e i trasferimenti intra-aziendali non vengano penalizzati. Nicole de Moor, Segretaria di Stato belga per l’Asilo e la Migrazione, ha dichiarato a Bruxelles che “la nostra economia dipende da canali prevedibili per lavoratori altamente qualificati; ogni nuovo patto deve tutelare questo aspetto.”
Aziende belghe come Solvay e AB InBev impiegano oltre 30.000 cittadini di paesi terzi, molti con Permessi Unici. Le federazioni imprenditoriali VBO-FEB avvertono che ulteriori controlli a livello UE potrebbero allungare i tempi di rilascio dei permessi, danneggiando la competitività del Belgio come sede aziendale. Anche le organizzazioni della società civile seguono con attenzione la situazione. Vluchtelingenwerk Vlaanderen teme che gli “hub di rimpatrio” esterni possano replicare il modello Regno Unito–Ruanda, compromettendo il diritto di chiedere asilo sul suolo belga. La Croce Rossa fiamminga ha già annunciato che rifiuterebbe di gestire strutture fuori dal territorio UE.
Praticamente, le aziende devono prepararsi a un nuovo ciclo di cambiamenti legislativi e prevedere budget per la conformità. I team HR sono invitati a verificare ora i flussi di mobilità, mappare i profili nazionali e monitorare le bozze di proposta della Commissione. Per i dipendenti in trasferta, gli attuali regimi Schengen e Permesso Unico restano invariati, ma entro il 2027 potrebbe delinearsi un quadro più complesso.
Se l’incontro di Monaco porterà a un consenso, la Commissione Europea potrebbe essere incaricata di presentare proposte formali entro metà 2027, dando il via a un nuovo ciclo di negoziati che il Belgio influenzerà durante la sua Presidenza del Consiglio nella prima metà del 2027.
Secondo fonti diplomatiche, il Belgio sostiene in linea di massima una riduzione degli oneri amministrativi, ma chiede garanzie solide affinché la mobilità legale dei lavoratori e i trasferimenti intra-aziendali non vengano penalizzati. Nicole de Moor, Segretaria di Stato belga per l’Asilo e la Migrazione, ha dichiarato a Bruxelles che “la nostra economia dipende da canali prevedibili per lavoratori altamente qualificati; ogni nuovo patto deve tutelare questo aspetto.”
Aziende belghe come Solvay e AB InBev impiegano oltre 30.000 cittadini di paesi terzi, molti con Permessi Unici. Le federazioni imprenditoriali VBO-FEB avvertono che ulteriori controlli a livello UE potrebbero allungare i tempi di rilascio dei permessi, danneggiando la competitività del Belgio come sede aziendale. Anche le organizzazioni della società civile seguono con attenzione la situazione. Vluchtelingenwerk Vlaanderen teme che gli “hub di rimpatrio” esterni possano replicare il modello Regno Unito–Ruanda, compromettendo il diritto di chiedere asilo sul suolo belga. La Croce Rossa fiamminga ha già annunciato che rifiuterebbe di gestire strutture fuori dal territorio UE.
Praticamente, le aziende devono prepararsi a un nuovo ciclo di cambiamenti legislativi e prevedere budget per la conformità. I team HR sono invitati a verificare ora i flussi di mobilità, mappare i profili nazionali e monitorare le bozze di proposta della Commissione. Per i dipendenti in trasferta, gli attuali regimi Schengen e Permesso Unico restano invariati, ma entro il 2027 potrebbe delinearsi un quadro più complesso.
Se l’incontro di Monaco porterà a un consenso, la Commissione Europea potrebbe essere incaricata di presentare proposte formali entro metà 2027, dando il via a un nuovo ciclo di negoziati che il Belgio influenzerà durante la sua Presidenza del Consiglio nella prima metà del 2027.
Fonte: Euractiv