
Un giudice dell’immigrazione di Chicago ha stabilito il 30 settembre che l’imam Salah El-Din Hassan, leader della più grande moschea del Wisconsin e noto sostenitore dei diritti palestinesi, può essere espulso dagli Stati Uniti per motivi di sicurezza nazionale. Il Dipartimento della Sicurezza Interna ha accusato il religioso egiziano di aver fornito “supporto materiale” a un gruppo vietato nei primi anni 2000, accusa che l’imam respinge con fermezza. La decisione arriva dopo una battaglia legale durata sette anni, seguita con attenzione da gruppi per le libertà civili e membri del Congresso. Il giudice Matthew Hatcher ha ritenuto che, anche in assenza di una condanna penale, il governo abbia soddisfatto la bassa soglia probatoria richiesta nei tribunali per l’immigrazione per dimostrare preoccupazioni di sicurezza. Poiché i procedimenti di immigrazione sono civili, molte tutele costituzionali tipiche dei processi penali, come le regole sulla scoperta delle prove e l’esclusione di prove illecite, non si applicano, concedendo al DHS ampi margini di manovra. Per i professionisti della mobilità globale, il caso evidenzia come attività politiche passate—soprattutto legate ai conflitti in Medio Oriente—possano mettere a rischio anche la permanenza negli USA di residenti di lunga data. Le organizzazioni religiose che impiegano clero straniero con visti R-1 o green card dovrebbero rivedere i processi di due diligence e prepararsi a controlli più rigorosi. Gli attivisti comunitari avvertono che la sentenza potrebbe intimidire la libertà di espressione tra i leader immigrati, preoccupati di possibili verifiche retroattive. I funzionari del DHS sostengono invece che la decisione dimostra l’efficacia del sistema nel proteggere la sicurezza nazionale. Gli avvocati di Hassan annunciano ricorso al Board of Immigration Appeals, ma l’espulsione potrebbe procedere se la richiesta di sospensione verrà respinta. Se eseguita, la deportazione separerebbe Hassan dalla moglie cittadina americana e dai tre figli, lasciando il Centro Islamico di Milwaukee senza guida spirituale a poche settimane dal Ramadan. L’episodio ricorda come lo status migratorio—anche di figure comunitarie di rilievo—possa diventare fragile quando emergono accuse legate alla sicurezza nazionale.
Fonte: Associated Press
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