
Intervenendo al Consiglio Giustizia e Affari Interni a Lussemburgo il 1° ottobre, il ministro dell’Interno spagnolo Fernando Grande-Marlaska ha esortato i colleghi ministri a sostenere un «meccanismo di solidarietà» che preveda lo sblocco di fondi di emergenza UE e squadre di intervento rapido in caso di eventi improvvisi di ingresso massiccio, come quello vissuto dalla Spagna a Ceuta il 30-31 luglio. Ha sottolineato che, nonostante l’afflusso senza precedenti di fino a 80.000 persone, «non è arrivato un solo migrante» in un altro Paese UE grazie agli sforzi di contenimento spagnoli. Grande-Marlaska ha sostenuto che l’attuale cassetta degli attrezzi di Schengen debba essere integrata con un sostegno finanziario automatico e procedure di rimpatrio semplificate, per evitare che gli Stati di frontiera siano costretti a imporre controlli unilaterali o a negoziare ricollocamenti ad hoc. Il suo appello arriva dopo settimane di tensioni bilaterali con Italia e Austria, entrambe critiche verso la gestione spagnola degli arrivi a Ceuta e che hanno introdotto controlli aggiuntivi invocando rischi di movimenti secondari. Diverse delegazioni, tra cui Germania e Paesi Bassi, hanno accolto con favore la richiesta di una condivisione prevedibile degli oneri, ma hanno chiesto a Madrid di accelerare la rilevazione delle impronte e la selezione delle domande d’asilo, affinché i riscontri Eurodac siano disponibili entro 24 ore. Il vicepresidente della Commissione Magnus Brunner ha confermato che Bruxelles sta valutando se la situazione di Ceuta rientri nei criteri per il Fondo Emergenze Frontiere da 600 milioni di euro istituito lo scorso anno. Per gli operatori della mobilità, il discorso del ministro segnala che i controlli intra-Schengen potrebbero persistere fino all’accordo su un meccanismo coordinato. Le imprese che dipendono dalla libera circolazione di tecnici tra Spagna e altri Stati membri dovrebbero quindi prevedere possibili disagi nei viaggi nell’ultimo trimestre. I fornitori di servizi di ricollocamento sottolineano inoltre che le procedure di rimpatrio accelerate potrebbero riguardare lavoratori stranieri con domande d’asilo respinte, evidenziando l’importanza di mantenere una documentazione chiara per i titolari di permessi di lavoro. Il prossimo dibattito sul meccanismo di solidarietà è previsto per il Consiglio informale del 12 ottobre a Graz. Gli osservatori ritengono che la Spagna sfrutterà la sua posizione nella presidenza UE a rotazione a partire da gennaio 2027 per spingere la proposta su un percorso legislativo accelerato.
Fonte: El País
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