
Parlando a Lussemburgo durante il Consiglio Giustizia e Affari Interni del 1° ottobre, il Ministro dell’Interno Fernando Grande-Marlaska ha lanciato un appello insolito e diretto per una “solidarietà operativa, finanziaria e politica” ai suoi 26 omologhi dell’UE. È stata la sua prima apparizione faccia a faccia al Consiglio dopo l’ingresso di massa, avvenuto tra il 30 e il 31 luglio, di circa 75.000 migranti nell’enclave spagnola di Ceuta, evento che ha costretto Madrid a dichiarare lo stato di emergenza per la sicurezza nazionale e a reintrodurre controlli temporanei di Schengen in porti e aeroporti. Marlaska ha ricordato ai ministri che la rapida mobilitazione della Spagna — con 240 voli di rimpatrio charter verso il Marocco e l’impiego di 3.200 agenti aggiuntivi della Guardia Civil — ha contenuto la crisi all’interno di Ceuta. “Nessun migrante ha raggiunto un altro Stato membro,” ha sottolineato, rispondendo a una lettera congiunta di 22 capitali di inizio agosto che criticava la preparazione spagnola. Tuttavia, ha avvertito che l’operazione costa alla Spagna 43 milioni di euro al mese per polizia, alloggi e gestione delle domande d’asilo. Il ministro ha esortato l’UE ad attivare il Fondo di Solidarietà ancora inattivo previsto dal Patto sulla Migrazione 2024, sostenendo che gli Stati di confine meridionali non dovrebbero sostenere da soli i costi della crisi. Ha inoltre chiesto un dispiegamento più rapido del corpo permanente di Frontex e dei fondi di emergenza, ricordando che dal 12 ottobre gli aeroporti spagnoli inizieranno i controlli biometrici del Sistema di Entrata/Uscita (EES) e avranno bisogno di personale aggiuntivo. Per i responsabili della mobilità aziendale il messaggio è duplice: la Spagna resta impegnata a mantenere aperta l’area Schengen per i viaggi d’affari, ma è probabile che i controlli alle frontiere vengano estesi almeno fino a metà ottobre, mentre Bruxelles discute gli aiuti. I viaggiatori dovrebbero prevedere tempi supplementari per i controlli passaporti in uscita da porti e aeroporti spagnoli, e le aziende che trasferiscono personale in Spagna potrebbero affrontare ritardi nell’ottenimento dei permessi di soggiorno, poiché le risorse sono concentrate su Ceuta. Guardando al futuro, Madrid presenterà una richiesta formale di solidarietà alla Commissione entro dieci giorni; una risposta positiva rappresenterebbe il primo vero test sul campo del meccanismo di crisi del Patto sulla Migrazione e potrebbe stabilire un precedente di finanziamento UE per emergenze future alle frontiere.
Fonte: El País
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