
Il portale di monitoraggio Schengen della Commissione Europea, aggiornato il 1° ottobre, conferma che la Spagna prolungherà i controlli alle frontiere interne in tutti i punti di ingresso aerei e marittimi provenienti dall’Italia fino al 7 ottobre. Madrid aveva introdotto la misura l’8 settembre come risposta reciproca ai controlli di Roma, giustificandola con “minacce continue all’ordine pubblico e alla gestione dei flussi migratori”. Secondo la notifica attuale, la Spagna può fermare qualsiasi volo o traghetto dall’Italia, verificare i documenti di viaggio e, se necessario, effettuare controlli di sicurezza secondari. Le compagnie aeree segnalano che la natura casuale dei controlli ha finora limitato i disagi, ma negli orari di punta gli arrivi a Madrid-Barajas e Barcellona-El Prat registrano tempi di attesa aggiuntivi tra i 15 e i 45 minuti. Anche i traghetti marittimi in arrivo a Barcellona, Valencia e Palma sono soggetti a controlli obbligatori di identificazione al momento dello sbarco. I consulenti per l’immigrazione raccomandano alle aziende di informare il personale in viaggio che la sola carta d’identità nazionale potrebbe non essere sufficiente; le compagnie di trasporto consigliano di viaggiare con un passaporto valido anche per spostamenti intra-Schengen. I datori di lavoro che trasferiscono cittadini italiani in Spagna con permessi ICT UE devono assicurarsi di avere a disposizione i titoli di soggiorno fisici e che i viaggiatori d’affari a breve termine portino lettere di invito. La Commissione valuterà il rapporto di proporzionalità della Spagna la prossima settimana. Se l’Italia estenderà i controlli fino al 15 ottobre, gli analisti prevedono che Madrid notificherà un’ulteriore proroga di due settimane, potenzialmente estendendo i controlli reciproci fino alla intensa stagione autunnale delle fiere commerciali. I responsabili della mobilità dei team italo-iberici dovrebbero quindi preparare programmi di arrivo scaglionati e considerare alternative di riunioni a distanza quando possibile. Sul fronte politico, lo stallo alimenta il dibattito a Bruxelles sulla riforma dell’articolo 25 del Codice delle frontiere per limitare le proroghe ripetute. Le autorità spagnole sostengono che gli eventi di Ceuta costituiscono una “minaccia eccezionale alla sicurezza”, mentre i critici affermano che i controlli bilaterali prolungati danneggiano il mercato unico. Un documento di discussione della Commissione, diffuso questa mattina, propone valutazioni di rischio congiunte più rapide con Frontex per evitare interventi unilaterali in future crisi.
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