
Il sito specializzato in diritti elettorali Democracy Docket ha avvertito il 4 ottobre che è imminente una sentenza di un tribunale distrettuale federale riguardo alla causa contro il piano dell’amministrazione Trump di creare “elenchi di cittadinanza” per stato, basati su database sull’immigrazione. Il mese scorso la Corte Suprema ha autorizzato il progetto di database a procedere, pur bloccando una stretta sul voto per posta correlata. I critici sostengono che tali elenchi potrebbero identificare erroneamente migliaia di cittadini naturalizzati, esponendoli a cancellazioni ingiustificate dalle liste elettorali prima delle elezioni di midterm del 3 novembre. Il Dipartimento di Giustizia difende il programma come un’iniziativa ordinaria di controllo della qualità dei dati, ma i gruppi per i diritti civili sottolineano che i fascicoli sull’immigrazione non sono mai stati pensati per la gestione elettorale e spesso sono aggiornati con anni di ritardo rispetto ai cambiamenti di status. Ad esempio, le cerimonie di naturalizzazione svolte all’estero possono impiegare mesi prima di comparire nei sistemi del Dipartimento per la Sicurezza Interna, lasciando i nuovi cittadini vulnerabili. Sebbene si tratti principalmente di una questione elettorale, il caso ha implicazioni anche per la mobilità globale. I dipendenti statunitensi nati all’estero — inclusi molti assegnati in azienda che nel frattempo si sono naturalizzati — potrebbero vedere contestate le loro iscrizioni elettorali, con richieste di documenti che rischiano di distrarre dai tempi di progetto. I reparti HR potrebbero dover assistere il personale nel reperire certificati di naturalizzazione o passaporti con breve preavviso. Se il tribunale confermerà gli elenchi, le agenzie statali potrebbero iniziare a confrontare e segnalare le iscrizioni entro poche settimane. I responsabili della mobilità dovrebbero consigliare ai lavoratori appena naturalizzati di verificare online il proprio status elettorale e di tenere a portata di mano la prova della cittadinanza. Un ricorso alla Corte Suprema è quasi certo, ma i tempi potrebbero coincidere con le finestre per il voto anticipato.
Fonte: Democracy Docket
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