
I viaggiatori d'affari e altri cittadini stranieri che arrivano in Belgio per un soggiorno fino a 90 giorni non devono più fare la fila al municipio locale per registrare la loro presenza. Un avviso del 4 ottobre sul portale di richiesta visti TLScontact conferma che la dichiarazione di arrivo — obbligatoria per legge entro tre giorni, a meno che il visitatore non alloggi in hotel, ospedale o carcere — può ora essere completata interamente online tramite la piattaforma “My Address in Belgium” (MAB).
Questa novità si basa sul Sistema Europeo di Entrata/Uscita (EES), operativo dal 10 aprile 2026, che già raccoglie dati biometrici al confine esterno. Con la nuova procedura, i viaggiatori accedono al portale MAB inserendo il numero di riferimento del visto Schengen (se applicabile) o i dati del passaporto e compilano un breve modulo con le informazioni di contatto e l’indirizzo belga dove soggiorneranno. La conferma viene generata istantaneamente e può essere salvata sullo smartphone o stampata come prova di conformità.
Le amministrazioni comunali continueranno ad accettare dichiarazioni cartacee per chi non può utilizzare il canale digitale, anche se i tempi di elaborazione saranno più lunghi. Per le aziende che trasferiscono personale in Belgio per brevi incarichi, la dichiarazione online elimina un frequente problema amministrativo: portare i dipendenti ai municipi, spesso con pochi slot disponibili per appuntamenti.
Gli esperti di immigrazione sottolineano che lo strumento digitale dovrebbe ridurre il rischio di sanzioni — attualmente fino a 200 euro — per registrazioni tardive o mancanti, creando anche una traccia verificabile da presentare durante controlli ispettivi. L’aggiornamento MAB rappresenta un ulteriore passo nella strategia digitale di default del Belgio.
Da luglio, l’Ufficio Immigrazione richiede che i rinnovi del Permesso Unico vengano presentati tramite il portale Working in Belgium, mentre l’aeroporto di Bruxelles ha installato 61 chioschi self-service che trasmettono dati direttamente al sistema EES. Complessivamente, queste misure mirano a garantire alle autorità una visibilità in tempo reale sugli spostamenti dei cittadini non UE, offrendo al contempo un’esperienza più fluida ai viaggiatori.
Praticamente, i datori di lavoro dovrebbero aggiornare le checklist di arrivo e istruire il personale in viaggio — soprattutto chi alloggia in appartamenti privati o con colleghi — a inviare il modulo MAB subito dopo l’ingresso. Il mancato rispetto resta una violazione della legge sugli stranieri e può complicare future richieste di visto o permesso.
Questa novità si basa sul Sistema Europeo di Entrata/Uscita (EES), operativo dal 10 aprile 2026, che già raccoglie dati biometrici al confine esterno. Con la nuova procedura, i viaggiatori accedono al portale MAB inserendo il numero di riferimento del visto Schengen (se applicabile) o i dati del passaporto e compilano un breve modulo con le informazioni di contatto e l’indirizzo belga dove soggiorneranno. La conferma viene generata istantaneamente e può essere salvata sullo smartphone o stampata come prova di conformità.
Le amministrazioni comunali continueranno ad accettare dichiarazioni cartacee per chi non può utilizzare il canale digitale, anche se i tempi di elaborazione saranno più lunghi. Per le aziende che trasferiscono personale in Belgio per brevi incarichi, la dichiarazione online elimina un frequente problema amministrativo: portare i dipendenti ai municipi, spesso con pochi slot disponibili per appuntamenti.
Gli esperti di immigrazione sottolineano che lo strumento digitale dovrebbe ridurre il rischio di sanzioni — attualmente fino a 200 euro — per registrazioni tardive o mancanti, creando anche una traccia verificabile da presentare durante controlli ispettivi. L’aggiornamento MAB rappresenta un ulteriore passo nella strategia digitale di default del Belgio.
Da luglio, l’Ufficio Immigrazione richiede che i rinnovi del Permesso Unico vengano presentati tramite il portale Working in Belgium, mentre l’aeroporto di Bruxelles ha installato 61 chioschi self-service che trasmettono dati direttamente al sistema EES. Complessivamente, queste misure mirano a garantire alle autorità una visibilità in tempo reale sugli spostamenti dei cittadini non UE, offrendo al contempo un’esperienza più fluida ai viaggiatori.
Praticamente, i datori di lavoro dovrebbero aggiornare le checklist di arrivo e istruire il personale in viaggio — soprattutto chi alloggia in appartamenti privati o con colleghi — a inviare il modulo MAB subito dopo l’ingresso. Il mancato rispetto resta una violazione della legge sugli stranieri e può complicare future richieste di visto o permesso.
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