
Il Bundestag tedesco ha dedicato la prima ora della seduta del 9 ottobre 2026 a una prima lettura particolarmente accesa di una mozione dell’opposizione intitolata “Misure per una vera svolta migratoria”, presentata dal partito di estrema destra Alternative für Deutschland (AfD). Il portavoce AfD, Dr. Gottfried Curio, ha descritto un’immigrazione fuori controllo e ha chiesto l’espulsione annuale di “duecentomila-trecentomila irregolari”. La mozione propone la fine della naturalizzazione automatica dopo otto anni, la sospensione quasi totale dei visti per ricongiungimento familiare per chi ha protezione sussidiaria e il divieto di visti per migrazione lavorativa e formativa da paesi che rifiutano di riprendere i cittadini respinti. I partiti di governo e dell’opposizione tradizionale hanno risposto con forza. Il deputato CDU/CSU Detlef Seif ha sostenuto che la coalizione ha già realizzato una “svolta migratoria” riducendo drasticamente le domande di asilo, mentre la deputata dei Verdi Filiz Polat ha elogiato la diversità tedesca come forza economica. Il portavoce SPD Hakan Demir ha accusato l’AfD di diffondere “fantasie espulsioniste di estrema destra”, sottolineando che milioni di lavoratori con background migratorio mantengono in funzione settori essenziali. Sebbene la mozione AfD non abbia possibilità di passare nella forma attuale, il dibattito è rilevante per i responsabili della mobilità aziendale: mantiene al centro dell’agenda politica restrizioni sui visti, regole sul ricongiungimento familiare e controlli alle frontiere. Qualsiasi inasprimento – sia adottato a pezzi o da un futuro governo conservatore – potrebbe complicare la pianificazione del talento, soprattutto per cittadini di paesi terzi i cui coniugi o figli attendono ancora i permessi d’ingresso. L’AfD chiede inoltre l’uso di droni e intelligenza artificiale in aeroporti e frontiere terrestri, segnalando pressioni per tecnologie di controllo dei viaggiatori più invasive. Proceduralmente, la mozione è stata rinviata alla Commissione Affari Interni, dove sono previste audizioni con gruppi imprenditoriali ed esperti di migrazione nel corso dell’autunno. Le aziende con ampie forze lavoro non UE dovrebbero monitorare la fase in commissione: gli emendamenti possono infatti essere inseriti in pacchetti legislativi più ampi o compromessi di coalizione. Per ora, il dibattito evidenzia lo spostamento del baricentro politico tedesco: una futura grande coalizione tra CDU/CSU e AfD a livello statale o federale tradurrebbe probabilmente la retorica odierna in politiche concrete. Nel frattempo, i dipartimenti HR sono invitati a informare i dipendenti internazionali sul clima politico, preparare piani di emergenza per eventuali rallentamenti nei visti di ricongiungimento familiare e collaborare con associazioni di categoria che fanno lobbying per regole migratorie prevedibili e favorevoli alle imprese.
Fonte: Deutscher Bundestag
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