
In un commento pubblicato la mattina del 9 ottobre 2026, l’economista capo di Handelsblatt, Bert Rürup, sostiene che la lenta crescita degli investimenti nel settore privato in Germania può essere invertita solo ampliando il bacino di talenti attraverso l’immigrazione. Citando nuovi dati sul mercato del lavoro, Rürup evidenzia che quasi la metà della crescita occupazionale dal 2014 deriva da cittadini extra-UE e avverte che il declino demografico si accelererà dopo il 2027 con il pensionamento dei baby boomer. L’economista invita i decisori politici a ridurre gli ostacoli burocratici nella nuova legge sull’immigrazione qualificata e ad accelerare il riconoscimento delle qualifiche straniere. Propone inoltre corsie preferenziali in lingua inglese presso gli uffici stranieri nelle principali aree industriali, per consentire a ingegneri e specialisti IT di ottenere il permesso di soggiorno entro quattro settimane. Per le aziende, Rürup suggerisce un “fondo di benvenuto” pubblico-privato che finanzi la formazione linguistica iniziale per i nuovi assunti e i loro coniugi, ispirandosi al programma di attrazione di talenti globali di Singapore. Secondo lui, il costo stimato di 600 milioni di euro all’anno sarebbe ampiamente compensato da maggiori entrate fiscali e aumenti di produttività. L’editoriale arriva in un momento di acceso dibattito parlamentare sul rafforzamento di alcune norme sull’asilo. I responsabili HR potrebbero trovare in questo spunti utili per difendere i budget dedicati al reclutamento internazionale dalle misure di contenimento dei costi.
Fonte: Handelsblatt
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