
Nel programma di attualità ‘Arab Views’, il Segretario Generale del Consiglio di Cooperazione del Golfo (GCC), Jasem Al Budaiwi, ha dichiarato il 9 ottobre che Arabia Saudita, Bahrain, Kuwait, Oman e Qatar sono “molto vicini” ad avviare il processo legislativo europeo che potrebbe concedere ai loro cittadini l’accesso senza visto per brevi soggiorni nell’area Schengen. Un annuncio potrebbe arrivare al vertice GCC-UE previsto a Riyadh il 24 ottobre.
Gli Emirati Arabi Uniti hanno ottenuto la loro esenzione dal visto Schengen nel 2015 e non fanno parte di questa nuova iniziativa, ma lo sviluppo è strategicamente rilevante per le multinazionali con sede negli UAE che gestiscono programmi di mobilità regionale. Una volta attuato, i dipendenti degli Stati del Golfo vicini potranno viaggiare in Europa per riunioni senza dover affrontare lunghe procedure per il visto ad Abu Dhabi o Dubai, facilitando così la gestione del personale per progetti intra-regionali.
Gli operatori turistici europei con uffici a Dubai prevedono un aumento del 15% delle prenotazioni per brevi soggiorni provenienti da Riyadh e Manama, con Dubai che continuerà a fungere da hub per i voli di collegamento. Gli aeroporti degli UAE potrebbero quindi registrare un incremento del traffico di transito, supportando le rotte europee di Emirates ed Etihad.
Per ora, nulla cambia: i cittadini del Golfo devono ancora richiedere visti a ingressi multipli e il Parlamento Europeo deve ancora approvare il regolamento abilitante. I responsabili della mobilità dovrebbero continuare a prevedere nel budget i costi e i tempi di elaborazione dei visti Schengen, ma monitorare l’esito del vertice per un possibile acceleramento della proposta sotto la presidenza di turno spagnola dell’UE.
Se l’esenzione verrà approvata, i titolari di passaporti UAE potrebbero beneficiarne indirettamente: le autorità Schengen potrebbero rivedere i modelli di rischio di permanenza oltre il termine consentito, che attualmente individuano specifici cittadini del Golfo, semplificando così i controlli di frontiera per tutti i viaggiatori del GCC.
Gli Emirati Arabi Uniti hanno ottenuto la loro esenzione dal visto Schengen nel 2015 e non fanno parte di questa nuova iniziativa, ma lo sviluppo è strategicamente rilevante per le multinazionali con sede negli UAE che gestiscono programmi di mobilità regionale. Una volta attuato, i dipendenti degli Stati del Golfo vicini potranno viaggiare in Europa per riunioni senza dover affrontare lunghe procedure per il visto ad Abu Dhabi o Dubai, facilitando così la gestione del personale per progetti intra-regionali.
Gli operatori turistici europei con uffici a Dubai prevedono un aumento del 15% delle prenotazioni per brevi soggiorni provenienti da Riyadh e Manama, con Dubai che continuerà a fungere da hub per i voli di collegamento. Gli aeroporti degli UAE potrebbero quindi registrare un incremento del traffico di transito, supportando le rotte europee di Emirates ed Etihad.
Per ora, nulla cambia: i cittadini del Golfo devono ancora richiedere visti a ingressi multipli e il Parlamento Europeo deve ancora approvare il regolamento abilitante. I responsabili della mobilità dovrebbero continuare a prevedere nel budget i costi e i tempi di elaborazione dei visti Schengen, ma monitorare l’esito del vertice per un possibile acceleramento della proposta sotto la presidenza di turno spagnola dell’UE.
Se l’esenzione verrà approvata, i titolari di passaporti UAE potrebbero beneficiarne indirettamente: le autorità Schengen potrebbero rivedere i modelli di rischio di permanenza oltre il termine consentito, che attualmente individuano specifici cittadini del Golfo, semplificando così i controlli di frontiera per tutti i viaggiatori del GCC.
Fonte: Gulf News
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