
La compagnia di bandiera indiana Air India e la sua controllata low-cost Air India Express hanno sospeso tutti i voli da e per Riyadh, Jeddah e Dammam fino al 24 ottobre 2026, citando “considerazioni operative e di sicurezza” legate al peggioramento del conflitto in Asia occidentale. L’annuncio, diffuso alle 15:43 IST del 17 ottobre tramite il broadcaster governativo Akashvani, estende una sospensione precedente che sarebbe dovuta terminare il 18 ottobre. I passeggeri con biglietti confermati emessi entro il 15 ottobre per viaggi tra il 9 e il 25 ottobre possono usufruire di un cambio data gratuito una tantum fino al 10 novembre, oppure optare per rotte alternative attraverso altri scali del Consiglio di Cooperazione del Golfo (GCC) come Dubai, Doha o Muscat, soggetti a disponibilità di posti. Sono inoltre previsti rimborsi completi. Per i responsabili della mobilità internazionale, la sospensione rappresenta una sfida logistica immediata: i trasferimenti verso l’India richiederanno tempi di transito più lunghi, possibili costi aggiuntivi per soggiorni in hub di transito e la necessità di ottenere visti di transito con breve preavviso. Le aziende dovrebbero collaborare con le agenzie di gestione viaggi per bloccare le scarse disponibilità sui settori del Golfo non interessati e rinnovare rapidamente le autorizzazioni di viaggio per evitare ritardi nei progetti. Anche la capacità cargo è ridotta: le imprese di ingegneria che spediscono ricambi per progetti in Arabia Saudita e gli esportatori di prodotti deperibili subiranno un aumento dei costi dovuto a rotte indirette, mentre i tempi di consegna per il rinnovo di passaporti e documenti per i visti si allungheranno. Gli esperti di immigrazione dovrebbero consigliare ai clienti di prevedere tempi supplementari per la movimentazione dei documenti fino al ritorno alla normalità. Sebbene i collegamenti aerei India-Arabia Saudita abbiano dimostrato resilienza durante crisi regionali passate, la sospensione attuale coincide con una domanda elevata per i viaggi Umrah e le rotazioni aziendali di fine anno, evidenziando la fragilità dei corridoi di mobilità verso aree geopolitiche sensibili. Le aziende potrebbero valutare di diversificare le strategie di routing e mantenere aggiornati i dashboard di monitoraggio dei viaggiatori in evoluzione.
Fonte: Akashvani News