
Alti funzionari dei 27 Stati membri dell’UE si sono riuniti a Bruxelles il 22 ottobre per l’ultima sessione del Comitato Strategico su Immigrazione, Frontiere e Asilo (SCIFA). L’incontro, tenutosi nell’edificio Europa del Consiglio dell’Unione Europea, ha rappresentato la prima revisione completa del nuovo Patto sulla Migrazione e l’Asilo dell’UE dall’entrata in funzione, ad aprile, del Sistema di Entrata/Uscita (EES) alle frontiere esterne di Schengen.
Secondo l’agenda diffusa prima della sessione, i delegati hanno analizzato i primi dati della fase di screening pre-ingresso, i progressi nei rimpatri nell’ambito del Quadro Europeo di Risposta d’Emergenza e le opzioni per rafforzare la rete degli ufficiali di collegamento per l’immigrazione nei paesi terzi. Il Belgio, paese ospitante, ha colto l’occasione per presentare il proprio progetto pilota che collega il sistema nazionale di gestione dei casi con la nuova architettura interoperabile dell’UE.
Per i team di mobilità aziendale, l’incontro ha un duplice significato. In primo luogo, le discussioni sull’applicazione pratica del regolamento sullo screening pre-ingresso definiranno i documenti che i lavoratori non UE dovranno presentare al passaggio delle frontiere esterne di Schengen, inclusi i dati biometrici ora archiviati nel database EES. In secondo luogo, eventuali modifiche alla procedura di rimpatrio potrebbero influenzare indirettamente i lavoratori che superano il periodo consentito e tentano di cambiare status durante incarichi in Belgio.
Una nota informativa diffusa dopo la sessione mattutina ha indicato che gli Stati membri sostengono in linea di massima l’armonizzazione della formazione per i responsabili dei vettori e chiedono alla Commissione di sviluppare un’unica app mobile per spiegare la regola dei 90 giorni in 180 giorni ai viaggiatori esenti da visto. Non sono state prese decisioni definitive, ma diversi documenti — incluso il non-paper belga sui fascicoli interoperabili — sono stati inviati al COREPER per una possibile inclusione nelle conclusioni del Consiglio Giustizia e Affari Interni di dicembre.
Con le elezioni europee a otto mesi di distanza, i funzionari sono sotto pressione per mostrare progressi concreti sul patto migratorio. Gli specialisti della mobilità devono quindi aspettarsi una serie continua di aggiustamenti tecnici nei prossimi mesi e assicurarsi che le politiche di viaggio e i briefing per gli assegnati siano aggiornati in linea con l’evoluzione del quadro normativo.
Secondo l’agenda diffusa prima della sessione, i delegati hanno analizzato i primi dati della fase di screening pre-ingresso, i progressi nei rimpatri nell’ambito del Quadro Europeo di Risposta d’Emergenza e le opzioni per rafforzare la rete degli ufficiali di collegamento per l’immigrazione nei paesi terzi. Il Belgio, paese ospitante, ha colto l’occasione per presentare il proprio progetto pilota che collega il sistema nazionale di gestione dei casi con la nuova architettura interoperabile dell’UE.
Per i team di mobilità aziendale, l’incontro ha un duplice significato. In primo luogo, le discussioni sull’applicazione pratica del regolamento sullo screening pre-ingresso definiranno i documenti che i lavoratori non UE dovranno presentare al passaggio delle frontiere esterne di Schengen, inclusi i dati biometrici ora archiviati nel database EES. In secondo luogo, eventuali modifiche alla procedura di rimpatrio potrebbero influenzare indirettamente i lavoratori che superano il periodo consentito e tentano di cambiare status durante incarichi in Belgio.
Una nota informativa diffusa dopo la sessione mattutina ha indicato che gli Stati membri sostengono in linea di massima l’armonizzazione della formazione per i responsabili dei vettori e chiedono alla Commissione di sviluppare un’unica app mobile per spiegare la regola dei 90 giorni in 180 giorni ai viaggiatori esenti da visto. Non sono state prese decisioni definitive, ma diversi documenti — incluso il non-paper belga sui fascicoli interoperabili — sono stati inviati al COREPER per una possibile inclusione nelle conclusioni del Consiglio Giustizia e Affari Interni di dicembre.
Con le elezioni europee a otto mesi di distanza, i funzionari sono sotto pressione per mostrare progressi concreti sul patto migratorio. Gli specialisti della mobilità devono quindi aspettarsi una serie continua di aggiustamenti tecnici nei prossimi mesi e assicurarsi che le politiche di viaggio e i briefing per gli assegnati siano aggiornati in linea con l’evoluzione del quadro normativo.
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