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Bruxelles conferma il Ruanda come principale candidato per il “centro di rimpatrio” dei migranti dell’UE

ott 20, 2026
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Bruxelles conferma il Ruanda come principale candidato per il “centro di rimpatrio” dei migranti dell’UE
Fonti diplomatiche multiple a Bruxelles confermano che il Ruanda è emerso come la sede preferita per il primo "hub di rimpatrio" extraterritoriale dell’Unione Europea, secondo un rapporto AFP riportato da Arab News il 20 ottobre. Cinque Stati membri — Danimarca, Austria, Grecia, Germania e Paesi Bassi — prevedono di firmare un accordo già a novembre, con le trattative coordinate principalmente dalle istituzioni UE nella capitale belga.

Sebbene il Belgio non sia tra gli Stati promotori, il progetto si sta delineando a Bruxelles e potrebbe influenzare la futura politica belga sulla gestione esternalizzata delle migrazioni. I funzionari del Servizio federale asilo e migrazione belga seguono da vicino i colloqui, consapevoli del dibattito interno sui costi e sull’etica dell’esternalizzazione delle procedure d’asilo.

L’hub pilota ospiterebbe inizialmente circa 100 migranti respinti, offrendo loro un alloggio temporaneo in attesa del rimpatrio o, in alcuni casi, una via per il soggiorno legale in Ruanda. I critici — tra cui l’eurodeputata belga dei Verdi Anna Strolenberg — definiscono il piano “irresponsabile”, mettendo in guardia contro incertezze legali simili a quelle del progetto britannico sul Ruanda, poi abbandonato.

Bruxelles conferma il Ruanda come principale candidato per il “centro di rimpatrio” dei migranti dell’UE


Le organizzazioni per i diritti umani sostengono che trasferire i migranti in paesi terzi complichi il controllo e la revisione giudiziaria, potenzialmente in conflitto con gli obblighi della Carta dei diritti fondamentali dell’UE.

Per i responsabili della mobilità aziendale, questa evoluzione segnala un irrigidimento dell’atteggiamento UE verso i soggiorni irregolari. Le aziende che impiegano personale non UE in Belgio potrebbero dover affrontare tempi di espulsione più rapidi in caso di superamento del permesso di soggiorno, rendendo ancora più cruciale il rispetto rigoroso delle normative.

La decisione del Belgio di aderire o opporsi a tali hub influenzerà l’ambiente strategico per i programmi di mobilità globale con sede a Bruxelles, in particolare quelli basati su incarichi a breve termine che talvolta sfociano in soggiorni irregolari.
Fonte: Arab News / AFP

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