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La Francia rafforza i controlli alle frontiere con il Belgio in seguito all'allerta sicurezza

ott 20, 2026
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La Francia rafforza i controlli alle frontiere con il Belgio in seguito all'allerta sicurezza
I viaggiatori che si spostano tra Belgio e Francia hanno affrontato nuovi controlli il 20 ottobre 2026, dopo che il governo australiano ha aggiornato il suo avviso di viaggio per la Francia, confermando “controlli e verifiche intensificati” alle frontiere terrestri francesi con Belgio, Lussemburgo, Germania, Svizzera, Italia e Spagna. L’avviso riflette la decisione di Parigi, presa all’inizio del mese, di prolungare i controlli interni alle frontiere dell’area Schengen almeno fino al 30 aprile 2027, citando minacce terroristiche persistenti, reti di traffico di migranti e un aumento degli attacchi antisemiti.

Per i pendolari transfrontalieri e le aziende multinazionali con attività lungo il corridoio Lille-Kortrijk-Bruxelles, i controlli rinnovati si traducono in code più lunghe sulle autostrade E17 ed E19 e controlli sporadici dei documenti sui treni Thalys e TGV. Gli operatori logistici segnalano ritardi medi di transito tra i 30 e i 45 minuti, costringendo alcune catene di approvvigionamento just-in-time a prevedere margini di tempo aggiuntivi o a deviare il percorso attraverso i Paesi Bassi. I treni Eurostar non sono attualmente interessati, ma restano soggetti a controlli a campione della polizia francese alla stazione di Bruxelles-Midi.

Sebbene le regole di Schengen consentano i controlli interni alle frontiere solo come extrema ratio, la Francia ha mantenuto estensioni continue dal 2015. Il Ministero degli Esteri belga consiglia ai cittadini di portare con sé passaporti o carte d’identità nazionali anche per gite di un giorno e ricorda ai datori di lavoro che i lavoratori non appartenenti all’UE devono avere sempre con sé il permesso di soggiorno. Le aziende che gestiscono frequenti trasferimenti transfrontalieri dovrebbero verificare la documentazione di conformità e considerare possibili ritardi nella pianificazione della mobilità, soprattutto per i lavoratori su turni previsti sul lato francese.

Le implicazioni fiscali e previdenziali sono limitate: i controlli temporanei non incidono sul diritto di soggiorno né sulla regola dei 183 giorni, ma le code prolungate potrebbero far superare ad alcuni pendolari giornalieri la soglia del 50% di telelavoro che attiva la ritenuta alla fonte belga. I team HR dovrebbero quindi monitorare attentamente i dati relativi ai giorni lavorati all’estero se i controlli dovessero protrarsi oltre l’inverno.

All’aeroporto di Bruxelles, la polizia federale dichiara di essere pronta a supportare i colleghi francesi in caso di richiesta di pattugliamenti congiunti, ma al momento non sono previsti controlli aggiuntivi in uscita. Gli esperti di mobilità raccomandano comunque di prevedere tempi supplementari quando si transita attraverso hub francesi o si guida un veicolo a noleggio oltreconfine, fino a quando la situazione di sicurezza non tornerà alla normalità.
Fonte: Australian Smartraveller (updated advisory)

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