
Un’inchiesta di *The Critic* rivela che il documento interno del Home Office, il **Immigration Change Landscape Document (ICLD)**, non include più la prevista dichiarazione di cambiamenti del 14 ottobre che avrebbe rivoluzionato il percorso per l’Indefinite Leave to Remain (ILR). I funzionari ora affermano che il dipartimento sta ancora “valutando le risposte” a una consultazione chiusa a febbraio, nove mesi fa, lasciando datori di lavoro e richiedenti in una situazione di incertezza. Le riforme accantonate avrebbero introdotto requisiti più severi su salari e lingua, esteso il periodo di qualificazione per alcune categorie e limitato il diritto automatico di insediamento per i familiari a carico. Le aziende avevano già iniziato a prevedere costi legali più elevati e a consigliare agli espatriati di accelerare le domande prima della scadenza. Senza una nuova data annunciata, quei piani sono ora sospesi e i team HR devono decidere se procedere o attendere chiarimenti che potrebbero non arrivare prima del 2027. I gruppi di controllo dell’immigrazione hanno accusato la ministra dell’Interno Shabana Mahmood di “fare marcia indietro”, mentre i politici dell’opposizione hanno definito il ritardo una “caos” sia per i migranti sia per gli operatori. Per i responsabili della mobilità globale il rischio pratico è duplice: i dipendenti che rinviano l’ILR potrebbero dover affrontare costose estensioni del visto, mentre chi procede potrebbe trovarsi con regole modificate a metà processo, mettendo a rischio viaggi o assegnazioni di progetto. I consulenti raccomandano di inserire **clausole di flessibilità** nei contratti di assegnazione e di ottenere documenti di viaggio anticipati per il personale in attesa di una decisione. I datori di lavoro dovrebbero inoltre rivedere le date di rinnovo delle licenze; se le riforme ILR limiteranno le estensioni, le aziende potrebbero trovarsi improvvisamente a dover gestire un aumento della domanda di Certificati di Sponsorizzazione e maggiori oneri aggiuntivi.
Fonte: The Critic Magazine
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