
Il National Police Chiefs’ Council (NPCC) ha confermato che un’operazione congiunta di due settimane, denominata **Operation Lockstream**, ha portato all’arresto di 452 persone, di cui due terzi per reati legati all’immigrazione. L’operazione, svolta dal 21 settembre al 5 ottobre e resa pubblica il 21 ottobre, è stata annunciata nelle ultime 24 ore e sottolinea la nuova strategia del Home Office di colpire le reti di trafficanti di persone *all’interno* del Regno Unito, non solo lungo la costa della Manica. Le forze di polizia di Inghilterra, Scozia, Galles e Irlanda del Nord hanno collaborato con Border Force, Immigration Enforcement e il Home Office in 387 interventi coordinati, concentrandosi su corridoi di trasporto su strada, snodi ferroviari e piccoli porti regionali.
Secondo la Deputy Chief Constable Wendy Gunney, gli agenti hanno fermato oltre 6.000 veicoli e interrogato più di 11.000 persone. Sono state sequestrate 22 armi, 40 kg di cannabis, 17.000 pacchetti di sigarette contraffatte, 57 telefoni cellulari e oltre 600.000 sterline in contanti. In totale, 491 veicoli – principalmente auto e furgoni ritenuti utilizzati come “taxi” per migranti irregolari – sono stati confiscati. Gunney ha dichiarato che le informazioni raccolte aiuteranno a “riprogrammare i nostri sforzi per garantire che la nostra risposta abbia il massimo impatto contro la criminalità organizzata legata all’immigrazione, proteggendo le nostre comunità e le imprese legittime.”
Il blitz rappresenta il primo grande test del **Organised Immigration Crime Domestic Taskforce**, creato con la riorganizzazione del Border Security Command la scorsa primavera. Riflette la crescente preoccupazione che le reti di trafficanti stiano diversificando le modalità, abbandonando i piccoli attraversamenti in barca per spostare le persone via strada e ferrovia una volta entrate nell’Area di Viaggio Comune, o sfruttando “punti ciechi” in porti regionali poco sorvegliati.
Per i datori di lavoro, l’operazione è un avvertimento: le attività di controllo non si limitano più ai raid nelle fabbriche. Aziende di logistica, operatori di autobus e persino piattaforme di ride-hailing devono aspettarsi più controlli su strada, e chi trasporta lavoratori irregolari o richiedenti asilo rischia sanzioni penali e la sospensione della licenza di sponsor. Le imprese che movimentano merci di alto valore dovrebbero rivedere i protocolli di verifica degli autisti e di sigillatura dei rimorchi per evitare di diventare complici inconsapevoli.
Operation Lockstream segna inoltre un inasprimento nella lotta al riciclaggio di denaro legato all’immigrazione. Il sequestro di 600.000 sterline in contanti – in gran parte trovate in auto nelle aree di servizio autostradali – sarà ora gestito attraverso il sistema di recupero civile del Regno Unito. Qualsiasi azienda i cui conti mostrino pagamenti sospetti collegati agli autisti arrestati potrebbe essere coinvolta in indagini ai sensi del Proceeds of Crime Act.
Con l’avvicinarsi del picco delle festività, i responsabili della mobilità aziendale dovrebbero informare i dipendenti in trasferta dell’aumento della presenza della polizia nei pressi dei porti e ricordare loro di portare con sé un documento d’identità valido e la prova del diritto al lavoro per evitare ritardi in caso di controlli.
Secondo la Deputy Chief Constable Wendy Gunney, gli agenti hanno fermato oltre 6.000 veicoli e interrogato più di 11.000 persone. Sono state sequestrate 22 armi, 40 kg di cannabis, 17.000 pacchetti di sigarette contraffatte, 57 telefoni cellulari e oltre 600.000 sterline in contanti. In totale, 491 veicoli – principalmente auto e furgoni ritenuti utilizzati come “taxi” per migranti irregolari – sono stati confiscati. Gunney ha dichiarato che le informazioni raccolte aiuteranno a “riprogrammare i nostri sforzi per garantire che la nostra risposta abbia il massimo impatto contro la criminalità organizzata legata all’immigrazione, proteggendo le nostre comunità e le imprese legittime.”
Il blitz rappresenta il primo grande test del **Organised Immigration Crime Domestic Taskforce**, creato con la riorganizzazione del Border Security Command la scorsa primavera. Riflette la crescente preoccupazione che le reti di trafficanti stiano diversificando le modalità, abbandonando i piccoli attraversamenti in barca per spostare le persone via strada e ferrovia una volta entrate nell’Area di Viaggio Comune, o sfruttando “punti ciechi” in porti regionali poco sorvegliati.
Per i datori di lavoro, l’operazione è un avvertimento: le attività di controllo non si limitano più ai raid nelle fabbriche. Aziende di logistica, operatori di autobus e persino piattaforme di ride-hailing devono aspettarsi più controlli su strada, e chi trasporta lavoratori irregolari o richiedenti asilo rischia sanzioni penali e la sospensione della licenza di sponsor. Le imprese che movimentano merci di alto valore dovrebbero rivedere i protocolli di verifica degli autisti e di sigillatura dei rimorchi per evitare di diventare complici inconsapevoli.
Operation Lockstream segna inoltre un inasprimento nella lotta al riciclaggio di denaro legato all’immigrazione. Il sequestro di 600.000 sterline in contanti – in gran parte trovate in auto nelle aree di servizio autostradali – sarà ora gestito attraverso il sistema di recupero civile del Regno Unito. Qualsiasi azienda i cui conti mostrino pagamenti sospetti collegati agli autisti arrestati potrebbe essere coinvolta in indagini ai sensi del Proceeds of Crime Act.
Con l’avvicinarsi del picco delle festività, i responsabili della mobilità aziendale dovrebbero informare i dipendenti in trasferta dell’aumento della presenza della polizia nei pressi dei porti e ricordare loro di portare con sé un documento d’identità valido e la prova del diritto al lavoro per evitare ritardi in caso di controlli.
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