
Il 2 novembre 2025, il presidente di Emirates Airline, Sir Tim Clark, ha espresso una “frustrazione estrema” dopo che Boeing ha confermato un ulteriore ritardo nella consegna del 777X, ora posticipata alla primavera del 2027. Emirates aveva ordinato 205 di questi nuovi aeromobili, inizialmente previsti per sostituire i vecchi 777-300ER a partire dal 2020.
Per i responsabili della mobilità globale, questo ritardo significa una prolungata dipendenza dalla flotta più datata di Emirates, limitando la crescita dei posti disponibili da Dubai proprio mentre l’emirato si prepara all’Expo 2030 e prevede un numero record di visitatori. Clark ha dichiarato che la compagnia sta “riprogrammando i piani di ammodernamento” degli attuali 777 e A380 e potrebbe ricorrere a wet lease per aumentare la capacità e tutelare i contratti corporate.
Le conseguenze si estendono a vari ambiti: le richieste di slot per nuove destinazioni sono sospese e i piani per aumentare la densità delle cabine premium — fondamentali per il trasferimento degli executive — dovranno attendere le porte più ampie e i soffitti più alti dei nuovi aerei. Gli analisti stimano che il ritardo potrebbe costare a Emirates oltre 1 miliardo di dollari in perdite di efficienza e costi di retrofit.
Clark ha accennato a trattative in corso con Boeing per eventuali compensazioni e non ha escluso di riconsiderare opzioni come Airbus A350 o A330-900neo. Tuttavia, qualsiasi riorganizzazione della flotta richiederebbe anni per concretizzarsi, lasciando i pianificatori della mobilità a gestire una disponibilità di posti più limitata sulle rotte principali come Londra, Sydney e New York.
I buyer del settore viaggi dovrebbero monitorare attentamente gli annunci di sovrapprezzi stagionali: Emirates ha avvertito che i costi di carburante e manutenzione degli aeromobili più vecchi “influenzeranno inevitabilmente i prezzi”. Le aziende potrebbero inoltre dover rivedere i budget per le trasferte qualora la disponibilità di voli preferenziali si riducesse all’ultimo momento.
Per i responsabili della mobilità globale, questo ritardo significa una prolungata dipendenza dalla flotta più datata di Emirates, limitando la crescita dei posti disponibili da Dubai proprio mentre l’emirato si prepara all’Expo 2030 e prevede un numero record di visitatori. Clark ha dichiarato che la compagnia sta “riprogrammando i piani di ammodernamento” degli attuali 777 e A380 e potrebbe ricorrere a wet lease per aumentare la capacità e tutelare i contratti corporate.
Le conseguenze si estendono a vari ambiti: le richieste di slot per nuove destinazioni sono sospese e i piani per aumentare la densità delle cabine premium — fondamentali per il trasferimento degli executive — dovranno attendere le porte più ampie e i soffitti più alti dei nuovi aerei. Gli analisti stimano che il ritardo potrebbe costare a Emirates oltre 1 miliardo di dollari in perdite di efficienza e costi di retrofit.
Clark ha accennato a trattative in corso con Boeing per eventuali compensazioni e non ha escluso di riconsiderare opzioni come Airbus A350 o A330-900neo. Tuttavia, qualsiasi riorganizzazione della flotta richiederebbe anni per concretizzarsi, lasciando i pianificatori della mobilità a gestire una disponibilità di posti più limitata sulle rotte principali come Londra, Sydney e New York.
I buyer del settore viaggi dovrebbero monitorare attentamente gli annunci di sovrapprezzi stagionali: Emirates ha avvertito che i costi di carburante e manutenzione degli aeromobili più vecchi “influenzeranno inevitabilmente i prezzi”. Le aziende potrebbero inoltre dover rivedere i budget per le trasferte qualora la disponibilità di voli preferenziali si riducesse all’ultimo momento.