
In una mossa senza precedenti, il Dipartimento per la Sicurezza Interna ha ordinato la riassegnazione di 12 direttori degli uffici sul territorio dell’Immigrazione e delle Dogane (ICE) — circa la metà della leadership nazionale dell’agenzia — secondo briefing interni confermati il 2 novembre 2025. Diversi incarichi saranno affidati a manager attuali o in pensione della Dogana e della Protezione delle Frontiere (CBP), mentre l’amministrazione punta a una maggiore integrazione operativa tra le unità di controllo interno e quelle di pattugliamento delle frontiere.
I principali centri coinvolti includono Chicago, Los Angeles e Washington D.C., città che negli ultimi mesi hanno visto raid di alto profilo. I funzionari del DHS affermano che la mossa “semplificherà il comando e il controllo” mentre ICE si prepara ad aumentare la capacità di detenzione, grazie all’approvazione di un finanziamento da 170 miliardi di dollari attualmente in discussione al Congresso.
I gruppi di dipendenti segnalano che questo rapido ricambio ai vertici potrebbe rallentare la gestione dei casi e creare incertezza per i team aziendali di conformità, abituati a punti di contatto consolidati. Gli esperti di mobilità globale dovrebbero monitorare possibili cambiamenti nelle attività di controllo nei luoghi di lavoro, nelle priorità di ispezione del modulo I-9 e nei protocolli di sanzione per i datori di lavoro, con l’arrivo dei nuovi direttori.
Questa riorganizzazione rappresenta il terzo grande cambiamento di personale all’ICE nel corso dell’anno, sottolineando una strategia volta a centralizzare le decisioni e intensificare le operazioni di rimpatrio nelle aree urbane lontane dal confine.
I principali centri coinvolti includono Chicago, Los Angeles e Washington D.C., città che negli ultimi mesi hanno visto raid di alto profilo. I funzionari del DHS affermano che la mossa “semplificherà il comando e il controllo” mentre ICE si prepara ad aumentare la capacità di detenzione, grazie all’approvazione di un finanziamento da 170 miliardi di dollari attualmente in discussione al Congresso.
I gruppi di dipendenti segnalano che questo rapido ricambio ai vertici potrebbe rallentare la gestione dei casi e creare incertezza per i team aziendali di conformità, abituati a punti di contatto consolidati. Gli esperti di mobilità globale dovrebbero monitorare possibili cambiamenti nelle attività di controllo nei luoghi di lavoro, nelle priorità di ispezione del modulo I-9 e nei protocolli di sanzione per i datori di lavoro, con l’arrivo dei nuovi direttori.
Questa riorganizzazione rappresenta il terzo grande cambiamento di personale all’ICE nel corso dell’anno, sottolineando una strategia volta a centralizzare le decisioni e intensificare le operazioni di rimpatrio nelle aree urbane lontane dal confine.
Fonte: SSBCrack News
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