
Il governo olandese ha confermato che i controlli temporanei reintrodotti alle frontiere terrestri con Germania e Belgio alla fine del 2024 saranno prorogati di altri sei mesi, fino all’8 giugno 2026. Il ministro per l’Asilo e la Migrazione, David van Weel, ha spiegato che la decisione è motivata da “persistenti flussi migratori irregolari e criminalità transfrontaliera”.
Perché è importante per la Polonia: circa 14.000 cittadini polacchi si spostano settimanalmente verso i Paesi Bassi, soprattutto nei settori della logistica, dell’orticoltura e della lavorazione alimentare. Ogni giorno oltre 2.500 camion con targa polacca attraversano il confine olandese-tedesco, secondo l’Istituto Polacco per il Trasporto Stradale. Sebbene la Marechaussee assicuri che i controlli siano basati su informazioni di intelligence e non sistematici, gli autotrasportatori segnalano già ritardi sporadici di 15-30 minuti, che si traducono in un costo stimato di 75-100 euro per ora e veicolo. Gli spedizionieri polacchi temono costi maggiori per straordinari e possibili violazioni dei limiti di orario di guida durante il periodo natalizio, particolarmente intenso.
Consigli per la conformità:
• Le aziende devono informare gli autisti di portare con sé passaporti, carte di soggiorno e moduli A1 per lavoratori distaccati.
• Prevedere tempi di attesa maggiori sulle tratte E30 (A12) ed E40 (A76), i due punti di controllo olandesi con la maggiore densità di ispezioni.
• I viaggiatori d’affari polacchi dovrebbero avere a portata di mano prove di alloggio e inviti a riunioni; la mancata presentazione di documenti può comportare il rifiuto d’ingresso ai sensi dell’articolo 14 del Codice delle frontiere Schengen.
Contesto regionale: i Paesi Bassi sono ora uno dei nove Stati Schengen con controlli interni. Lo stesso avviso governativo elenca anche i controlli polacchi alle frontiere con Germania e Lituania (in vigore fino al 4 aprile 2026). Il fenomeno indica un’Europa Schengen frammentata, che obbliga le multinazionali a monitorare ogni tappa dei viaggi intra-UE.
Prospettive: le associazioni di logistica di Polonia e Paesi Bassi stanno facendo pressione su Bruxelles per una corsia preferenziale per i vettori autorizzati, qualora il regime “temporaneo” si protragga. Un rapporto di valutazione è atteso dall’Aia per marzo 2026; le imprese devono prepararsi a un’ulteriore proroga, a meno che le riforme europee sull’asilo non riducano la pressione sui centri di accoglienza olandesi.
Perché è importante per la Polonia: circa 14.000 cittadini polacchi si spostano settimanalmente verso i Paesi Bassi, soprattutto nei settori della logistica, dell’orticoltura e della lavorazione alimentare. Ogni giorno oltre 2.500 camion con targa polacca attraversano il confine olandese-tedesco, secondo l’Istituto Polacco per il Trasporto Stradale. Sebbene la Marechaussee assicuri che i controlli siano basati su informazioni di intelligence e non sistematici, gli autotrasportatori segnalano già ritardi sporadici di 15-30 minuti, che si traducono in un costo stimato di 75-100 euro per ora e veicolo. Gli spedizionieri polacchi temono costi maggiori per straordinari e possibili violazioni dei limiti di orario di guida durante il periodo natalizio, particolarmente intenso.
Consigli per la conformità:
• Le aziende devono informare gli autisti di portare con sé passaporti, carte di soggiorno e moduli A1 per lavoratori distaccati.
• Prevedere tempi di attesa maggiori sulle tratte E30 (A12) ed E40 (A76), i due punti di controllo olandesi con la maggiore densità di ispezioni.
• I viaggiatori d’affari polacchi dovrebbero avere a portata di mano prove di alloggio e inviti a riunioni; la mancata presentazione di documenti può comportare il rifiuto d’ingresso ai sensi dell’articolo 14 del Codice delle frontiere Schengen.
Contesto regionale: i Paesi Bassi sono ora uno dei nove Stati Schengen con controlli interni. Lo stesso avviso governativo elenca anche i controlli polacchi alle frontiere con Germania e Lituania (in vigore fino al 4 aprile 2026). Il fenomeno indica un’Europa Schengen frammentata, che obbliga le multinazionali a monitorare ogni tappa dei viaggi intra-UE.
Prospettive: le associazioni di logistica di Polonia e Paesi Bassi stanno facendo pressione su Bruxelles per una corsia preferenziale per i vettori autorizzati, qualora il regime “temporaneo” si protragga. Un rapporto di valutazione è atteso dall’Aia per marzo 2026; le imprese devono prepararsi a un’ulteriore proroga, a meno che le riforme europee sull’asilo non riducano la pressione sui centri di accoglienza olandesi.
Fonte: Trans.info
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