
Il Porto di Dover ha annunciato a tarda sera del 10 novembre che i controlli biometrici completi del Sistema di Entrata/Uscita (EES) per passeggeri in auto e a piedi saranno posticipati fino a dopo il picco natalizio. La decisione segue consultazioni con la Police aux Frontières francese, che gestisce i controlli congiunti a Dover secondo il Trattato di Le Touquet. Dal 12 ottobre, sono già stati raccolti quasi 13.000 profili biometrici da viaggiatori in pullman e merci, pari al 30% di tutte le registrazioni EES effettuate finora dai porti francesi. Gli operatori hanno avvertito che estendere il sistema al traffico turistico durante l’affollamento festivo potrebbe generare code ingestibili che si riverserebbero sulle strade locali.
Secondo le norme UE, la Francia deve comunque rispettare tappe intermedie: il 10% dei passaggi applicabili deve essere processato tramite EES entro metà novembre e il 35% entro metà gennaio. Le autorità di frontiera puntano a raggiungere questi obiettivi intensificando le registrazioni sul lato francese a Calais e Dunkerque.
I responsabili dei viaggi d’affari dovrebbero consigliare ai dipendenti di prevedere tempi extra per i passaggi attraverso la Manica: anche se la scansione tradizionale del passaporto resta la procedura standard, potrebbero comunque verificarsi registrazioni spot. Chi utilizza l’EES per la prima volta può aspettarsi una registrazione di tre-cinque minuti, dopo di che i passaggi successivi dovrebbero procedere a velocità quasi normale.
Il rinvio evidenzia l’importanza della coordinazione franco-britannica anche dopo la Brexit. La mancata sincronizzazione potrebbe creare colli di bottiglia nelle catene di approvvigionamento, danneggiare la reputazione dei porti e comportare sanzioni finanziarie da Bruxelles in caso di mancato rispetto delle scadenze. Una revisione congiunta della prontezza operativa è prevista per metà dicembre; una nuova data di avvio è attesa poco dopo.
Consiglio pratico: le aziende che gestiscono navette aziendali tra Regno Unito e siti francesi dovrebbero registrare le date di scadenza del passaporto e le ultime uscite dallo spazio Schengen nei loro strumenti di monitoraggio dei viaggiatori, in modo da poter segnalare automaticamente lo stato di registrazione EES quando il sistema sarà finalmente attivo per i turisti.
Secondo le norme UE, la Francia deve comunque rispettare tappe intermedie: il 10% dei passaggi applicabili deve essere processato tramite EES entro metà novembre e il 35% entro metà gennaio. Le autorità di frontiera puntano a raggiungere questi obiettivi intensificando le registrazioni sul lato francese a Calais e Dunkerque.
I responsabili dei viaggi d’affari dovrebbero consigliare ai dipendenti di prevedere tempi extra per i passaggi attraverso la Manica: anche se la scansione tradizionale del passaporto resta la procedura standard, potrebbero comunque verificarsi registrazioni spot. Chi utilizza l’EES per la prima volta può aspettarsi una registrazione di tre-cinque minuti, dopo di che i passaggi successivi dovrebbero procedere a velocità quasi normale.
Il rinvio evidenzia l’importanza della coordinazione franco-britannica anche dopo la Brexit. La mancata sincronizzazione potrebbe creare colli di bottiglia nelle catene di approvvigionamento, danneggiare la reputazione dei porti e comportare sanzioni finanziarie da Bruxelles in caso di mancato rispetto delle scadenze. Una revisione congiunta della prontezza operativa è prevista per metà dicembre; una nuova data di avvio è attesa poco dopo.
Consiglio pratico: le aziende che gestiscono navette aziendali tra Regno Unito e siti francesi dovrebbero registrare le date di scadenza del passaporto e le ultime uscite dallo spazio Schengen nei loro strumenti di monitoraggio dei viaggiatori, in modo da poter segnalare automaticamente lo stato di registrazione EES quando il sistema sarà finalmente attivo per i turisti.
Fonte: VisaHQ Global Mobility News
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