
Il Porto di Dover ha confermato il 9 novembre che i piani per estendere il Sistema automatizzato di Entrata/Uscita (EES) dell’UE agli automobilisti sono stati “sospesi fino all’inizio del 2026” perché le autorità di frontiera francesi non hanno ancora autorizzato l’attivazione. Il regime biometrico, che registra arrivi e partenze dei cittadini non appartenenti all’UE, è entrato in funzione per autobus, pedoni e traffico merci il 12 ottobre e avrebbe dovuto partire per le auto private il 1° novembre.
Il direttore generale Doug Bannister ha dichiarato che i chioschi e le aree di attesa a Dover sono completamente installati, ma i controlli giustapposti franco-britannici richiedono che le autorità francesi diano almeno due settimane di preavviso prima dell’attivazione. Nella fase pilota sono già stati creati quasi 13.000 profili di viaggiatori, pari al 30% di tutte le registrazioni EES nei porti francesi.
Con il nuovo sistema, conducenti e passeggeri dovranno scendere dai veicoli, scansionare i passaporti e, una volta attivato il livello biometrico, fornire impronte digitali e immagini del volto prima di procedere al controllo manuale francese. Le prime simulazioni indicano che i tempi di elaborazione potrebbero inizialmente essere fino a sei volte superiori rispetto al semplice timbro sul passaporto, sollevando preoccupazioni per le catene di approvvigionamento transmanica e il traffico della stagione sciistica.
Il ritardo offre agli operatori dei traghetti, ai servizi Eurotunnel e ai responsabili dei viaggi aziendali una finestra di tempo aggiuntiva per perfezionare le strategie di gestione del flusso passeggeri e i piani di comunicazione. L’applicazione completa dell’EES in tutti i punti di frontiera francesi è ancora prevista per il 10 aprile 2026; fino ad allora la Francia potrà disattivare temporaneamente la raccolta biometrica durante i picchi di traffico.
Le aziende che spostano personale tra Regno Unito e Europa continentale dovrebbero avvisare i viaggiatori di monitorare gli aggiornamenti dei vettori, prevedere tempi di margine extra e assicurarsi che i passaporti abbiano almeno tre mesi di validità residua, il minimo richiesto dai chioschi EES una volta attivi. I datori di lavoro che raccolgono dati sui viaggi per motivi fiscali o di sicurezza sociale potranno infine beneficiare di timbri digitali più precisi grazie ai registri elettronici di uscita.
Il direttore generale Doug Bannister ha dichiarato che i chioschi e le aree di attesa a Dover sono completamente installati, ma i controlli giustapposti franco-britannici richiedono che le autorità francesi diano almeno due settimane di preavviso prima dell’attivazione. Nella fase pilota sono già stati creati quasi 13.000 profili di viaggiatori, pari al 30% di tutte le registrazioni EES nei porti francesi.
Con il nuovo sistema, conducenti e passeggeri dovranno scendere dai veicoli, scansionare i passaporti e, una volta attivato il livello biometrico, fornire impronte digitali e immagini del volto prima di procedere al controllo manuale francese. Le prime simulazioni indicano che i tempi di elaborazione potrebbero inizialmente essere fino a sei volte superiori rispetto al semplice timbro sul passaporto, sollevando preoccupazioni per le catene di approvvigionamento transmanica e il traffico della stagione sciistica.
Il ritardo offre agli operatori dei traghetti, ai servizi Eurotunnel e ai responsabili dei viaggi aziendali una finestra di tempo aggiuntiva per perfezionare le strategie di gestione del flusso passeggeri e i piani di comunicazione. L’applicazione completa dell’EES in tutti i punti di frontiera francesi è ancora prevista per il 10 aprile 2026; fino ad allora la Francia potrà disattivare temporaneamente la raccolta biometrica durante i picchi di traffico.
Le aziende che spostano personale tra Regno Unito e Europa continentale dovrebbero avvisare i viaggiatori di monitorare gli aggiornamenti dei vettori, prevedere tempi di margine extra e assicurarsi che i passaporti abbiano almeno tre mesi di validità residua, il minimo richiesto dai chioschi EES una volta attivi. I datori di lavoro che raccolgono dati sui viaggi per motivi fiscali o di sicurezza sociale potranno infine beneficiare di timbri digitali più precisi grazie ai registri elettronici di uscita.
Fonte: The Connexion
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