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Il sistema di appuntamenti per l’immigrazione in Spagna definito un «caos digitale» mentre si diffonde il mercato nero dei bagarini

nov 14, 2025
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Il sistema di appuntamenti per l’immigrazione in Spagna definito un «caos digitale» mentre si diffonde il mercato nero dei bagarini
Il Consiglio Economico e Sociale (CES) della Spagna ha espresso la sua valutazione più critica finora sulla gestione delle pratiche di immigrazione e asilo nel paese. Nel rapporto “La realtà della migrazione” del 2025, l’organo consultivo tripartito composto da sindacati, datori di lavoro e organizzazioni della società civile denuncia che la piattaforma online per prenotare appuntamenti fondamentali — come il rinnovo delle carte di soggiorno, l’ottenimento dei documenti TIE/NIE o la presentazione delle domande di asilo — si è trasformata in una “lotteria digitale” che lascia gli stranieri “in un vicolo cieco amministrativo”.

Poiché gli appuntamenti vengono rilasciati in modo imprevedibile e spariscono in pochi secondi, intermediari opportunisti utilizzano bot per accumulare slot e rivenderli a prezzi che vanno da 60 a 250 euro ciascuno. La polizia di Cáceres e Valencia ha recentemente arrestato oltre 100 persone accusate di gestire queste reti di bagarinaggio, ma il CES avverte che il fenomeno si sta diffondendo a livello nazionale ed è persino pubblicizzato apertamente sui social media e nei forum per espatriati. Chi rifiuta di pagare spesso deve aspettare mesi, rischiando la scadenza del permesso di soggiorno e la perdita dello status legale di lavoro.

Il sistema di appuntamenti per l’immigrazione in Spagna definito un «caos digitale» mentre si diffonde il mercato nero dei bagarini


Il rapporto critica anche le “frontiere tecnologiche” della Spagna. Certificati elettronici obbligatori, firme digitali e portali disponibili solo in spagnolo escludono di fatto i nuovi arrivati privi di dispositivi adeguati o competenze linguistiche. I gruppi più vulnerabili — tra cui richiedenti asilo, lavoratori domestici e pensionati britannici che cercano di convertire i vecchi permessi verdi nel TIE post-Brexit — sono quelli maggiormente penalizzati.

Per i datori di lavoro, il collo di bottiglia non è solo un problema amministrativo: i nuovi assunti non possono iniziare a lavorare finché non vengono prese le impronte digitali e stampati i permessi. I responsabili della mobilità globale segnalano ritardi nelle date di inizio, settimane di stipendio perse e viaggi d’emergenza quando il personale deve lasciare l’area Schengen perché il rinnovo del visto non è stato presentato in tempo. Gli studi legali consigliano alle aziende di prevedere margini di tre-quattro mesi nei piani di trasferimento e di mettere in conto eventuali spostamenti verso province meno congestionate dove gli appuntamenti si liberano occasionalmente.

Il CES invita i ministeri dell’Interno e dell’Inclusione a introdurre sportelli fisici, attivare assistenza telefonica multilingue e rilasciare blocchi di appuntamenti in orari prevedibili per contrastare i bagarini. Fino ad allora, per imprese e migranti la frontiera più difficile da superare in Spagna non sarà più quella fisica, ma quella digitale.
Fonte: Euro Weekly News

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