
I gruppi multinazionali belgi hanno ottenuto una proroga inaspettata, poiché il Servizio Pubblico Federale Finanze ha confermato il 17 novembre 2025 che la **prima dichiarazione relativa alla Domestic Minimum Top-up Tax (DMTT) dovrà essere presentata entro il 30 giugno 2026, anziché entro il 30 novembre 2025**.
La DMTT è il meccanismo belga per l’attuazione della tassa minima globale prevista dal Pilastro Due dell’OCSE/G20. Essa impone alle entità belghe appartenenti a grandi gruppi (con un fatturato consolidato ≥ 750 milioni di euro) di effettuare complessi calcoli di integrazione fiscale giurisdizione per giurisdizione e di riportarne i risultati in una nuova dichiarazione. Secondo la normativa originaria, le aziende con esercizio coincidente con l’anno solare avrebbero dovuto presentare la prima dichiarazione DMTT appena cinque mesi dopo la chiusura dei conti 2024.
I dipartimenti fiscali e i responsabili della mobilità globale avevano espresso preoccupazione per il rischio di sovrapposizione con la nuova **GloBE Information Return (GIR)**, che avrebbe creato un collo di bottiglia nella compliance proprio nel momento in cui i dati retributivi dei dipendenti altamente mobili devono essere riconciliati tra entità e territori. Sincronizzando le scadenze di DMTT e GIR (entrambe ora fissate al 30 giugno 2026), le autorità hanno di fatto concesso ai datori di lavoro multinazionali sette mesi in più per costruire i necessari flussi di dati, validare le buste paga parallele per gli espatriati e adattare le procedure interne di approvazione.
Questo respiro è particolarmente apprezzato dai team HR e mobilità, poiché la retribuzione degli assegnati spesso influenza i calcoli dell’aliquota fiscale effettiva del Pilastro Due. I viaggiatori d’affari a breve termine e le buste paga frazionate possono spostare redditi qualificati tra giurisdizioni, rendendo cruciale la precisione delle buste paga e la riconciliazione delle equità. Si raccomanda quindi alle aziende di sfruttare questa proroga per verificare i processi di reporting degli espatriati, migliorare la condivisione dei dati tra funzioni fiscali, payroll e mobilità, e rivedere le politiche globali di assegnazione per evitare che incentivi non previsti generino passività aggiuntive.
Praticamente, i datori di lavoro dovrebbero aggiornare i calendari di compliance, informare controller finanziari e assegnati, e coordinarsi con i fornitori di software per adeguare i tempi dei progetti. Sebbene la scadenza per la presentazione sia stata posticipata, i calcoli si riferiscono comunque all’esercizio fiscale 2024, quindi i dati di base devono essere raccolti fin da ora. Ignorare questa proroga potrebbe costringere le organizzazioni a correre nuovamente la prossima primavera, quando inizierà la fase di eliminazione delle esenzioni previste dal Pilastro Due.
La DMTT è il meccanismo belga per l’attuazione della tassa minima globale prevista dal Pilastro Due dell’OCSE/G20. Essa impone alle entità belghe appartenenti a grandi gruppi (con un fatturato consolidato ≥ 750 milioni di euro) di effettuare complessi calcoli di integrazione fiscale giurisdizione per giurisdizione e di riportarne i risultati in una nuova dichiarazione. Secondo la normativa originaria, le aziende con esercizio coincidente con l’anno solare avrebbero dovuto presentare la prima dichiarazione DMTT appena cinque mesi dopo la chiusura dei conti 2024.
I dipartimenti fiscali e i responsabili della mobilità globale avevano espresso preoccupazione per il rischio di sovrapposizione con la nuova **GloBE Information Return (GIR)**, che avrebbe creato un collo di bottiglia nella compliance proprio nel momento in cui i dati retributivi dei dipendenti altamente mobili devono essere riconciliati tra entità e territori. Sincronizzando le scadenze di DMTT e GIR (entrambe ora fissate al 30 giugno 2026), le autorità hanno di fatto concesso ai datori di lavoro multinazionali sette mesi in più per costruire i necessari flussi di dati, validare le buste paga parallele per gli espatriati e adattare le procedure interne di approvazione.
Questo respiro è particolarmente apprezzato dai team HR e mobilità, poiché la retribuzione degli assegnati spesso influenza i calcoli dell’aliquota fiscale effettiva del Pilastro Due. I viaggiatori d’affari a breve termine e le buste paga frazionate possono spostare redditi qualificati tra giurisdizioni, rendendo cruciale la precisione delle buste paga e la riconciliazione delle equità. Si raccomanda quindi alle aziende di sfruttare questa proroga per verificare i processi di reporting degli espatriati, migliorare la condivisione dei dati tra funzioni fiscali, payroll e mobilità, e rivedere le politiche globali di assegnazione per evitare che incentivi non previsti generino passività aggiuntive.
Praticamente, i datori di lavoro dovrebbero aggiornare i calendari di compliance, informare controller finanziari e assegnati, e coordinarsi con i fornitori di software per adeguare i tempi dei progetti. Sebbene la scadenza per la presentazione sia stata posticipata, i calcoli si riferiscono comunque all’esercizio fiscale 2024, quindi i dati di base devono essere raccolti fin da ora. Ignorare questa proroga potrebbe costringere le organizzazioni a correre nuovamente la prossima primavera, quando inizierà la fase di eliminazione delle esenzioni previste dal Pilastro Due.
Fonte: KPMG Belgium
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