
Il Dipartimento irlandese della Giustizia, Affari Interni e Migrazione ha pubblicato la sua Strategia 2025-2028, delineando una riforma completa dei sistemi statali di immigrazione e asilo. Il Ministro Jim O’Callaghan ha dichiarato che il piano triennale mira a creare un quadro “fermo ma equo” che sostenga la crescita economica tutelando al contempo gli impegni internazionali dell’Irlanda. Tra gli obiettivi principali figurano un nuovo disegno di legge sulla Protezione Internazionale per accelerare le decisioni di primo grado sull’asilo a nove mesi, l’ampliamento degli strumenti di e-government per le domande di visto e residenza, e la completa civilizzazione della registrazione dell’immigrazione su tutto il territorio nazionale.
La Strategia pone l’immigrazione lavorativa al centro dell’attenzione. Il Dipartimento promette di digitalizzare i processi per i permessi Critical Skills e General Employment, ridurre i tempi medi di lavorazione a quattro settimane e introdurre un portale online unico che colleghi il Dipartimento di Giustizia, l’Agenzia delle Entrate e il Dipartimento per l’Impresa. L’obiettivo è offrire alle multinazionali maggiore chiarezza nella pianificazione del talento, riducendo al contempo gli oneri amministrativi per i team HR.
Per la gestione delle frontiere, il documento si impegna a implementare il Patto UE su Migrazione e Asilo, inclusi nuovi “procedimenti di frontiera” nei porti e aeroporti che esamineranno le richieste manifestamente infondate entro 12 settimane. A supporto di ciò, sarà istituita un’Unità dedicata ai Procedimenti di Frontiera presso l’Aeroporto di Dublino e il Porto Euro di Rosslare, composta congiuntamente da agenti del Servizio Immigrazione (ISD) e della Polizia irlandese An Garda Síochána.
La Strategia prevede inoltre un inasprimento dei controlli. Verrà creata una Direzione per i Rimpatri, ispirata ai modelli di Paesi come Paesi Bassi e Svezia, per aumentare il numero di richiedenti asilo respinti ogni anno. Parallelamente, le ONG a supporto dei migranti hanno accolto positivamente l’impegno a fornire assistenza legale in una fase più precoce e a potenziare i servizi di integrazione.
Per i datori di lavoro il messaggio è chiaro: sono in arrivo canali di autorizzazione al lavoro più rapidi e completamente digitali, ma le aziende dovranno anche rispettare regole più rigorose sul controllo del mercato del lavoro e presentare rapporti annuali sulla diversità. Il Dipartimento prevede inoltre forum trimestrali con gli stakeholder del settore per garantire un’implementazione fluida delle riforme nel mercato del lavoro ristretto previsto tra il 2026 e il 2028.
La Strategia pone l’immigrazione lavorativa al centro dell’attenzione. Il Dipartimento promette di digitalizzare i processi per i permessi Critical Skills e General Employment, ridurre i tempi medi di lavorazione a quattro settimane e introdurre un portale online unico che colleghi il Dipartimento di Giustizia, l’Agenzia delle Entrate e il Dipartimento per l’Impresa. L’obiettivo è offrire alle multinazionali maggiore chiarezza nella pianificazione del talento, riducendo al contempo gli oneri amministrativi per i team HR.
Per la gestione delle frontiere, il documento si impegna a implementare il Patto UE su Migrazione e Asilo, inclusi nuovi “procedimenti di frontiera” nei porti e aeroporti che esamineranno le richieste manifestamente infondate entro 12 settimane. A supporto di ciò, sarà istituita un’Unità dedicata ai Procedimenti di Frontiera presso l’Aeroporto di Dublino e il Porto Euro di Rosslare, composta congiuntamente da agenti del Servizio Immigrazione (ISD) e della Polizia irlandese An Garda Síochána.
La Strategia prevede inoltre un inasprimento dei controlli. Verrà creata una Direzione per i Rimpatri, ispirata ai modelli di Paesi come Paesi Bassi e Svezia, per aumentare il numero di richiedenti asilo respinti ogni anno. Parallelamente, le ONG a supporto dei migranti hanno accolto positivamente l’impegno a fornire assistenza legale in una fase più precoce e a potenziare i servizi di integrazione.
Per i datori di lavoro il messaggio è chiaro: sono in arrivo canali di autorizzazione al lavoro più rapidi e completamente digitali, ma le aziende dovranno anche rispettare regole più rigorose sul controllo del mercato del lavoro e presentare rapporti annuali sulla diversità. Il Dipartimento prevede inoltre forum trimestrali con gli stakeholder del settore per garantire un’implementazione fluida delle riforme nel mercato del lavoro ristretto previsto tra il 2026 e il 2028.
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