
Alti diplomatici senior di India e Emirati Arabi Uniti si sono riuniti ad Abu Dhabi il 26 novembre per il sesto incontro del Comitato Congiunto per gli Affari Consolari, un forum che è diventato il motore della cooperazione pratica sulla mobilità tra i due partner strategici. Guidati da Arun Kumar Chatterjee, Segretario indiano per Affari Consolari, Passaporti, Visti e Indiani all’Estero, e Omar Obaid Al Hesan Al Shamsi, Sottosegretario del Ministero degli Esteri degli UAE, i colloqui si sono concentrati su quattro ambiti: accelerazione delle procedure per i visti, ampliamento dell’accesso consolare, snellimento delle procedure di estradizione e un meccanismo permanente di revisione.
Entrambe le delegazioni hanno concordato una “liberalizzazione progressiva” delle politiche sui visti. Sebbene i dettagli saranno definiti nei prossimi mesi, i funzionari hanno anticipato un progetto pilota che potrebbe concedere visti multipli di cinque anni per categorie selezionate di imprenditori e professionisti indiani, in linea con le iniziative degli UAE con altri partner commerciali chiave. Il comitato ha inoltre approvato piani per un portale elettronico di convalida documentale che permetterà agli espatriati indiani di caricare direttamente certificati di polizia e titoli accademici nei sistemi di immigrazione degli UAE, riducendo i tempi di attestazione da settimane a giorni.
Per i datori di lavoro, il vantaggio principale sarà la prevedibilità. L’India fornisce oltre 3,5 milioni di lavoratori agli Emirati, e le agenzie di collocamento segnalano che i controlli documentali incoerenti rappresentano ancora un problema. Un registro digitale condiviso con dati su soggiorni oltre il termine e aggiornamenti sullo status penale, previsto per l’inizio del 2026, dovrebbe ridurre i rifiuti di visto dell’ultimo minuto che compromettono la mobilitazione dei progetti.
La delegazione degli UAE ha colto l’occasione per informare l’India sul nuovo permesso di ritorno d’emergenza di 30 minuti per i residenti con Golden Visa all’estero, mentre l’India ha illustrato i piani per emettere passaporti con chip per la diaspora a partire dalla metà del 2026, garantendo ai datori di lavoro del Golfo che non saranno richiesti appuntamenti biometrici aggiuntivi né costi extra. I due Paesi si incontreranno nuovamente a Nuova Delhi nel 2026 per valutare i progressi e considerare categorie di visti a lungo termine reciproci.
I team di mobilità che gestiscono il trasferimento di personale tra India e UAE dovrebbero monitorare il prossimo progetto pilota sui visti multipli e preparare modelli documentali conformi al nuovo portale di convalida elettronica. I primi ad adottare queste novità potranno beneficiare di un onboarding più rapido e di una riduzione del carico amministrativo.
Entrambe le delegazioni hanno concordato una “liberalizzazione progressiva” delle politiche sui visti. Sebbene i dettagli saranno definiti nei prossimi mesi, i funzionari hanno anticipato un progetto pilota che potrebbe concedere visti multipli di cinque anni per categorie selezionate di imprenditori e professionisti indiani, in linea con le iniziative degli UAE con altri partner commerciali chiave. Il comitato ha inoltre approvato piani per un portale elettronico di convalida documentale che permetterà agli espatriati indiani di caricare direttamente certificati di polizia e titoli accademici nei sistemi di immigrazione degli UAE, riducendo i tempi di attestazione da settimane a giorni.
Per i datori di lavoro, il vantaggio principale sarà la prevedibilità. L’India fornisce oltre 3,5 milioni di lavoratori agli Emirati, e le agenzie di collocamento segnalano che i controlli documentali incoerenti rappresentano ancora un problema. Un registro digitale condiviso con dati su soggiorni oltre il termine e aggiornamenti sullo status penale, previsto per l’inizio del 2026, dovrebbe ridurre i rifiuti di visto dell’ultimo minuto che compromettono la mobilitazione dei progetti.
La delegazione degli UAE ha colto l’occasione per informare l’India sul nuovo permesso di ritorno d’emergenza di 30 minuti per i residenti con Golden Visa all’estero, mentre l’India ha illustrato i piani per emettere passaporti con chip per la diaspora a partire dalla metà del 2026, garantendo ai datori di lavoro del Golfo che non saranno richiesti appuntamenti biometrici aggiuntivi né costi extra. I due Paesi si incontreranno nuovamente a Nuova Delhi nel 2026 per valutare i progressi e considerare categorie di visti a lungo termine reciproci.
I team di mobilità che gestiscono il trasferimento di personale tra India e UAE dovrebbero monitorare il prossimo progetto pilota sui visti multipli e preparare modelli documentali conformi al nuovo portale di convalida elettronica. I primi ad adottare queste novità potranno beneficiare di un onboarding più rapido e di una riduzione del carico amministrativo.
Fonte: The Economic Times
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