
Il Tribunale Amministrativo di Berlino segnala un aumento senza precedenti delle cosiddette Untätigkeitsklagen (ricorsi per inattività) presentate dai richiedenti la naturalizzazione. I dati diffusi il 27 novembre mostrano circa 2.000 casi registrati tra gennaio e ottobre 2025, con un incremento del 20% rispetto ai già record del 2024, rappresentando ora un ricorso su dieci presentati al tribunale.
L’impennata segue la riforma tedesca del giugno 2024 che consente la doppia cittadinanza dopo soli cinque anni di residenza. Sebbene la politica abbia attratto talenti da tutto il mondo, il Landesamt für Einbürgerung (LEA) della capitale, sotto organico, non è riuscito a far fronte alla domanda, con alcuni richiedenti costretti ad attendere oltre 18 mesi per un appuntamento. La presidente del tribunale, Erna Viktoria Xalter, ha lanciato un appello ai senatori della giustizia e dell’interno di Berlino per un potenziamento urgente del personale; tre nuovi legali sono stati assunti questo mese, ma le code restano.
Per le aziende che gestiscono programmi di localizzazione, il collo di bottiglia compromette la fidelizzazione: i dipendenti distaccati che avevano pianificato di ottenere il passaporto tedesco — e la mobilità nell’UE che ne deriva — si trovano ora di fronte a tempistiche imprevedibili. Il ritardo nella naturalizzazione posticipa anche l’accesso a ruoli nel settore pubblico e a determinate autorizzazioni di sicurezza.
Consigli pratici: le risorse umane dovrebbero informare i candidati di prevedere almeno 12-18 mesi per l’iter di cittadinanza ed esplorare opzioni accelerate in altri Länder con carichi di lavoro più leggeri. I team legali possono valutare di presentare un’Untätigkeitsklage dopo il periodo di silenzio previsto di tre mesi, anche se ciò comporta costi giudiziari (~500 €) e non garantisce una priorità nell’elaborazione.
L’impennata segue la riforma tedesca del giugno 2024 che consente la doppia cittadinanza dopo soli cinque anni di residenza. Sebbene la politica abbia attratto talenti da tutto il mondo, il Landesamt für Einbürgerung (LEA) della capitale, sotto organico, non è riuscito a far fronte alla domanda, con alcuni richiedenti costretti ad attendere oltre 18 mesi per un appuntamento. La presidente del tribunale, Erna Viktoria Xalter, ha lanciato un appello ai senatori della giustizia e dell’interno di Berlino per un potenziamento urgente del personale; tre nuovi legali sono stati assunti questo mese, ma le code restano.
Per le aziende che gestiscono programmi di localizzazione, il collo di bottiglia compromette la fidelizzazione: i dipendenti distaccati che avevano pianificato di ottenere il passaporto tedesco — e la mobilità nell’UE che ne deriva — si trovano ora di fronte a tempistiche imprevedibili. Il ritardo nella naturalizzazione posticipa anche l’accesso a ruoli nel settore pubblico e a determinate autorizzazioni di sicurezza.
Consigli pratici: le risorse umane dovrebbero informare i candidati di prevedere almeno 12-18 mesi per l’iter di cittadinanza ed esplorare opzioni accelerate in altri Länder con carichi di lavoro più leggeri. I team legali possono valutare di presentare un’Untätigkeitsklage dopo il periodo di silenzio previsto di tre mesi, anche se ciò comporta costi giudiziari (~500 €) e non garantisce una priorità nell’elaborazione.
Fonte: IamExpat Germany