
Con il testo legale del tanto atteso trattato Regno Unito-UE su Gibilterra ancora riservato, il 27 novembre a La Línea si sono riuniti gli attori transfrontalieri per esprimere frustrazione di fronte all’“opacità” che circonda le future regole sulla mobilità. Il dibattito pubblico, organizzato dal gruppo mediatico Grupo Joly, ha riunito accademici, avvocati, sindacalisti e dirigenti della logistica da entrambe le sponde del confine.
I relatori hanno concordato sul fatto che il trattato, una volta finalizzato, dovrebbe aprire la strada all’integrazione de facto della Rocca nell’area Schengen, eliminando i controlli sistematici dei passaporti al confine terrestre e creando un regime congiunto di ingresso e uscita al porto e all’aeroporto di Gibilterra. Tuttavia, i partecipanti hanno avvertito che le imprese locali stanno “navigando a vista”: i prezzi degli immobili a La Línea stanno già salendo a causa delle speculazioni, mentre le aziende di trasporto non possono pianificare investimenti nelle flotte senza chiarezza sulle regole doganali e di cabotaggio.
I sindacati hanno sottolineato che circa 15.000 residenti spagnoli si recano ogni giorno a Gibilterra per lavoro e necessitano di certezze sulla coordinazione della sicurezza sociale e sul riconoscimento delle licenze professionali. I datori di lavoro a Gibilterra, dal canto loro, temono distorsioni competitive se il trattato imponesse regole Schengen uniformi sui visti di lavoro senza concessioni parallele del Regno Unito per l’assunzione di talenti extra-UE.
Dal punto di vista dell’immigrazione aziendale, questa situazione di stallo complica la pianificazione delle assegnazioni. I team HR devono continuare a fare affidamento sui certificati ad hoc per lavoratori frontalieri e sui permessi di lavoro separati spagnoli e di Gibilterra, anche se questi processi potrebbero essere aboliti pochi mesi dopo l’entrata in vigore del trattato. Ai responsabili della mobilità si consiglia di inserire flessibilità nelle lettere di assegnazione e di informare i dipendenti su possibili cambiamenti nelle soglie di residenza fiscale e nella copertura della sicurezza sociale.
Il Ministero degli Esteri spagnolo assicura che le trattative sono “nell’ultima fase”, ma gli stakeholder chiedono la pubblicazione del testo per permettere alle aziende di adeguare i propri sistemi di conformità e i progetti infrastrutturali — come il previsto campus di data center a Gibilterra — alla nuova realtà giuridica. Fino ad allora, il confine che simboleggia l’uscita della Gran Bretagna dall’UE resta un’incognita strategica per le imprese del sud della Spagna.
I relatori hanno concordato sul fatto che il trattato, una volta finalizzato, dovrebbe aprire la strada all’integrazione de facto della Rocca nell’area Schengen, eliminando i controlli sistematici dei passaporti al confine terrestre e creando un regime congiunto di ingresso e uscita al porto e all’aeroporto di Gibilterra. Tuttavia, i partecipanti hanno avvertito che le imprese locali stanno “navigando a vista”: i prezzi degli immobili a La Línea stanno già salendo a causa delle speculazioni, mentre le aziende di trasporto non possono pianificare investimenti nelle flotte senza chiarezza sulle regole doganali e di cabotaggio.
I sindacati hanno sottolineato che circa 15.000 residenti spagnoli si recano ogni giorno a Gibilterra per lavoro e necessitano di certezze sulla coordinazione della sicurezza sociale e sul riconoscimento delle licenze professionali. I datori di lavoro a Gibilterra, dal canto loro, temono distorsioni competitive se il trattato imponesse regole Schengen uniformi sui visti di lavoro senza concessioni parallele del Regno Unito per l’assunzione di talenti extra-UE.
Dal punto di vista dell’immigrazione aziendale, questa situazione di stallo complica la pianificazione delle assegnazioni. I team HR devono continuare a fare affidamento sui certificati ad hoc per lavoratori frontalieri e sui permessi di lavoro separati spagnoli e di Gibilterra, anche se questi processi potrebbero essere aboliti pochi mesi dopo l’entrata in vigore del trattato. Ai responsabili della mobilità si consiglia di inserire flessibilità nelle lettere di assegnazione e di informare i dipendenti su possibili cambiamenti nelle soglie di residenza fiscale e nella copertura della sicurezza sociale.
Il Ministero degli Esteri spagnolo assicura che le trattative sono “nell’ultima fase”, ma gli stakeholder chiedono la pubblicazione del testo per permettere alle aziende di adeguare i propri sistemi di conformità e i progetti infrastrutturali — come il previsto campus di data center a Gibilterra — alla nuova realtà giuridica. Fino ad allora, il confine che simboleggia l’uscita della Gran Bretagna dall’UE resta un’incognita strategica per le imprese del sud della Spagna.
Fonte: Gibraltar Chronicle