
Il Segretario per la Sicurezza Interna, Kristi Noem, ha confermato in un’intervista televisiva del 5 dicembre che l’amministrazione emetterà nei prossimi giorni una nuova proclamazione presidenziale che aggiungerà “ben oltre una dozzina” di paesi al divieto di viaggio reintrodotto a giugno. Secondo i funzionari, la lista aggiornata includerà oltre 30 nazioni ritenute incapaci o non disposte a condividere con Washington i dati per il controllo antiterrorismo. I visti sia per immigrati che per non immigrati — inclusi quelli per visitatori e affari (B-1/B-2), studenti (F-1) e lavoro — saranno sospesi per i cittadini degli stati inseriti nella lista.
L’espansione arriva dopo la sparatoria del 26 novembre a Washington D.C., in cui due membri della Guardia Nazionale sono stati feriti, presumibilmente da un afghano con permesso di soggiorno temporaneo. Il presidente Trump ha risposto ordinando una revisione di 90 giorni di tutte le ammissioni umanitarie e ha incaricato il DHS di proporre restrizioni più ampie. Noem ha dichiarato a Fox News che il nuovo divieto mira a “sospendere l’ingresso da paesi del Terzo Mondo che non sono in grado di controllare i propri cittadini.” Secondo le indiscrezioni, Afghanistan, Somalia e Iran rimarranno nella lista, mentre diversi paesi dell’Africa occidentale e del Medio Oriente saranno aggiunti.
Per i programmi di mobilità aziendale, la decisione rappresenta un campanello d’allarme immediato. Le multinazionali che impiegano cittadini dei paesi interessati dovranno individuare rotte alternative per i viaggi o accelerare le pratiche di adeguamento dello status per il personale già negli Stati Uniti. I viaggiatori d’affari con doppia cittadinanza potrebbero ancora qualificarsi se utilizzano un passaporto di un paese non inserito nella lista, ma si prevedono ritardi consolari a causa delle verifiche sulla nazionalità.
Le compagnie aeree si preparano a cancellazioni dell’ultimo minuto e hanno richiesto alla Transportation Security Administration (TSA) indicazioni più chiare sulle procedure di imbarco. Nel frattempo, gruppi per i diritti umani sostengono che il divieto generale violi la clausola anti-discriminazione dell’Immigration and Nationality Act, e sono attese diverse cause legali nei giorni successivi alla pubblicazione.
Indicazioni pratiche: i responsabili della mobilità globale dovrebbero (1) compilare il numero di dipendenti per nazionalità, (2) sospendere i viaggi non essenziali per il personale coinvolto, e (3) preparare piani di emergenza per trasferimenti in Canada o UE dove possibile. Le aziende che si affidano a visti per progetti a breve termine (ad esempio B-1 in sostituzione dell’H-1B) devono considerare che tali opzioni non saranno disponibili per le nuove nazionalità vietate fino a nuovo avviso.
L’espansione arriva dopo la sparatoria del 26 novembre a Washington D.C., in cui due membri della Guardia Nazionale sono stati feriti, presumibilmente da un afghano con permesso di soggiorno temporaneo. Il presidente Trump ha risposto ordinando una revisione di 90 giorni di tutte le ammissioni umanitarie e ha incaricato il DHS di proporre restrizioni più ampie. Noem ha dichiarato a Fox News che il nuovo divieto mira a “sospendere l’ingresso da paesi del Terzo Mondo che non sono in grado di controllare i propri cittadini.” Secondo le indiscrezioni, Afghanistan, Somalia e Iran rimarranno nella lista, mentre diversi paesi dell’Africa occidentale e del Medio Oriente saranno aggiunti.
Per i programmi di mobilità aziendale, la decisione rappresenta un campanello d’allarme immediato. Le multinazionali che impiegano cittadini dei paesi interessati dovranno individuare rotte alternative per i viaggi o accelerare le pratiche di adeguamento dello status per il personale già negli Stati Uniti. I viaggiatori d’affari con doppia cittadinanza potrebbero ancora qualificarsi se utilizzano un passaporto di un paese non inserito nella lista, ma si prevedono ritardi consolari a causa delle verifiche sulla nazionalità.
Le compagnie aeree si preparano a cancellazioni dell’ultimo minuto e hanno richiesto alla Transportation Security Administration (TSA) indicazioni più chiare sulle procedure di imbarco. Nel frattempo, gruppi per i diritti umani sostengono che il divieto generale violi la clausola anti-discriminazione dell’Immigration and Nationality Act, e sono attese diverse cause legali nei giorni successivi alla pubblicazione.
Indicazioni pratiche: i responsabili della mobilità globale dovrebbero (1) compilare il numero di dipendenti per nazionalità, (2) sospendere i viaggi non essenziali per il personale coinvolto, e (3) preparare piani di emergenza per trasferimenti in Canada o UE dove possibile. Le aziende che si affidano a visti per progetti a breve termine (ad esempio B-1 in sostituzione dell’H-1B) devono considerare che tali opzioni non saranno disponibili per le nuove nazionalità vietate fino a nuovo avviso.
Fonte: Reuters
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