
L’amministrazione Trump ha imposto un’immediata “sospensione giudiziaria” su tutte le domande di benefici migratori presentate da cittadini di 19 paesi prevalentemente africani, mediorientali e caraibici. In un memorandum politico pubblicato discretamente il 2 dicembre, l’U.S. Citizenship and Immigration Services (USCIS) ha ordinato agli agenti di sospendere l’esame delle pratiche per green card, naturalizzazione, asilo, rifugiati e permessi di lavoro provenienti dai paesi elencati, riaprendo anche alcuni casi già approvati. La direttiva segue la sparatoria del 24 novembre a Washington D.C. contro due soldati della Guardia Nazionale, per la quale è stato incriminato un beneficiario di asilo afghano, e amplia una proclamazione presidenziale di giugno 2025 che vietava in gran parte a quegli stessi paesi di ottenere nuovi visti per immigrati o non immigrati.
Secondo il memorandum, ogni pratica in sospeso o riaperta dovrà sottoporsi a una nuova revisione di sicurezza nazionale, che potrà includere ulteriori rilevamenti biometrici, un secondo colloquio e controlli interagenzia da parte del DHS, FBI e comunità dell’intelligence. I richiedenti che non si presenteranno al secondo colloquio vedranno la loro domanda respinta e potrebbero essere soggetti a procedimenti di espulsione. USCIS giustifica la sospensione come necessaria per “ristabilire la fiducia che i cittadini stranieri non rappresentino una minaccia”, ma gli avvocati per l’immigrazione segnalano che centinaia di cerimonie di giuramento e colloqui di adeguamento sono già stati cancellati questa settimana, lasciando famiglie e datori di lavoro in una situazione di incertezza.
La sospensione riguarda Afghanistan, Birmania (Myanmar), Ciad, Congo-Brazzaville, Guinea Equatoriale, Eritrea, Haiti, Iran, Libia, Somalia, Sudan, Yemen, Burundi, Cuba, Laos, Sierra Leone, Togo, Turkmenistan e Venezuela. Sebbene la domanda di immigrazione d’affari da questi paesi sia generalmente limitata, grandi catene ospedaliere statunitensi, società di consulenza IT e aziende di servizi petroliferi segnalano che decine di medici, ingegneri e specialisti erano previsti per iniziare a lavorare a gennaio e ora sono bloccati all’estero. I responsabili della mobilità globale dovrebbero prepararsi a ritardi nei progetti e prevedere budget per upgrade di elaborazione prioritaria o alternative nazionalità, dove possibile.
La decisione sarà probabilmente impugnata in tribunale. I critici sostengono che USCIS abbia superato la propria autorità legale sospendendo in blocco le valutazioni invece di esaminare i casi singolarmente, sottolineando che la Sezione 212(f) dell’Immigration and Nationality Act conferisce al presidente — non a USCIS — il potere di escludere categorie di immigrati. Con l’apertura prevista a febbraio della stagione di registrazione H-1B 2026, le aziende temono che il blocco possa anticipare restrizioni più ampie sull’immigrazione legale in un anno elettorale.
Consiglio pratico: individuate i dipendenti o i candidati nati in uno dei 19 paesi, anche se con doppia cittadinanza, e informatevi su possibili richiami per colloqui e disagi nei viaggi. Invitate i cittadini stranieri interessati presenti negli Stati Uniti a evitare viaggi internazionali finché il loro status non sarà chiarito e a tenere sempre con sé la prova della loro presenza legale in caso di controlli interni.
Secondo il memorandum, ogni pratica in sospeso o riaperta dovrà sottoporsi a una nuova revisione di sicurezza nazionale, che potrà includere ulteriori rilevamenti biometrici, un secondo colloquio e controlli interagenzia da parte del DHS, FBI e comunità dell’intelligence. I richiedenti che non si presenteranno al secondo colloquio vedranno la loro domanda respinta e potrebbero essere soggetti a procedimenti di espulsione. USCIS giustifica la sospensione come necessaria per “ristabilire la fiducia che i cittadini stranieri non rappresentino una minaccia”, ma gli avvocati per l’immigrazione segnalano che centinaia di cerimonie di giuramento e colloqui di adeguamento sono già stati cancellati questa settimana, lasciando famiglie e datori di lavoro in una situazione di incertezza.
La sospensione riguarda Afghanistan, Birmania (Myanmar), Ciad, Congo-Brazzaville, Guinea Equatoriale, Eritrea, Haiti, Iran, Libia, Somalia, Sudan, Yemen, Burundi, Cuba, Laos, Sierra Leone, Togo, Turkmenistan e Venezuela. Sebbene la domanda di immigrazione d’affari da questi paesi sia generalmente limitata, grandi catene ospedaliere statunitensi, società di consulenza IT e aziende di servizi petroliferi segnalano che decine di medici, ingegneri e specialisti erano previsti per iniziare a lavorare a gennaio e ora sono bloccati all’estero. I responsabili della mobilità globale dovrebbero prepararsi a ritardi nei progetti e prevedere budget per upgrade di elaborazione prioritaria o alternative nazionalità, dove possibile.
La decisione sarà probabilmente impugnata in tribunale. I critici sostengono che USCIS abbia superato la propria autorità legale sospendendo in blocco le valutazioni invece di esaminare i casi singolarmente, sottolineando che la Sezione 212(f) dell’Immigration and Nationality Act conferisce al presidente — non a USCIS — il potere di escludere categorie di immigrati. Con l’apertura prevista a febbraio della stagione di registrazione H-1B 2026, le aziende temono che il blocco possa anticipare restrizioni più ampie sull’immigrazione legale in un anno elettorale.
Consiglio pratico: individuate i dipendenti o i candidati nati in uno dei 19 paesi, anche se con doppia cittadinanza, e informatevi su possibili richiami per colloqui e disagi nei viaggi. Invitate i cittadini stranieri interessati presenti negli Stati Uniti a evitare viaggi internazionali finché il loro status non sarà chiarito e a tenere sempre con sé la prova della loro presenza legale in caso di controlli interni.
Fonte: Reuters