
I viaggiatori hanno vissuto una giornata caotica in Medio Oriente il 10 dicembre, con 1.310 voli in ritardo e sette cancellati, secondo i dati raccolti da FlightAware e riportati da Travel & Tour World. L’aeroporto internazionale di Dubai è stato il più colpito, con 310 partenze ritardate e due cancellazioni, seguito da Jeddah, Il Cairo e Kuwait City.
FlyDubai, Emirates e Saudia sono state tra le compagnie più penalizzate, con effetti a catena che hanno coinvolto hub di collegamento come Doha e Bahrain. I principali fattori indicati sono stati i colli di bottiglia nel servizio a terra, ritardi in arrivo dall’Europa e la nebbia invernale.
Per le aziende con programmi serrati di riunioni a Dubai, il disagio si è tradotto in coincidenze perse e soste prolungate. I responsabili dei viaggi hanno dovuto riprenotare il personale via Sharjah o Abu Dhabi, mentre alcune società hanno attivato soluzioni di meeting virtuali. Gli hotel vicino a DXB hanno registrato un aumento del 15% nelle prenotazioni last minute, poiché i passeggeri hanno preferito pernottare piuttosto che rischiare ulteriori voli.
Le compagnie aeree hanno risposto rinunciando alle penali di riprenotazione e consigliando ai passeggeri di utilizzare le app mobili per aggiornamenti in tempo reale. Gli analisti del settore sottolineano come l’episodio evidenzi le tensioni sugli hub del Golfo in vista del picco di fine anno; solo DXB prevede oltre 10 milioni di passeggeri a dicembre. Si consiglia alle aziende di prevedere tempi di margine e di valutare assicurazioni di viaggio che coprano ritardi dovuti al maltempo.
Guardando al futuro, Dubai Airports prevede l’installazione di ulteriori chioschi self-service e varchi biometrici per velocizzare i flussi, ma gli esperti del settore avvertono che le limitazioni nella programmazione degli equipaggi e nel controllo del traffico aereo continueranno a rappresentare una sfida durante eventi meteorologici regionali.
FlyDubai, Emirates e Saudia sono state tra le compagnie più penalizzate, con effetti a catena che hanno coinvolto hub di collegamento come Doha e Bahrain. I principali fattori indicati sono stati i colli di bottiglia nel servizio a terra, ritardi in arrivo dall’Europa e la nebbia invernale.
Per le aziende con programmi serrati di riunioni a Dubai, il disagio si è tradotto in coincidenze perse e soste prolungate. I responsabili dei viaggi hanno dovuto riprenotare il personale via Sharjah o Abu Dhabi, mentre alcune società hanno attivato soluzioni di meeting virtuali. Gli hotel vicino a DXB hanno registrato un aumento del 15% nelle prenotazioni last minute, poiché i passeggeri hanno preferito pernottare piuttosto che rischiare ulteriori voli.
Le compagnie aeree hanno risposto rinunciando alle penali di riprenotazione e consigliando ai passeggeri di utilizzare le app mobili per aggiornamenti in tempo reale. Gli analisti del settore sottolineano come l’episodio evidenzi le tensioni sugli hub del Golfo in vista del picco di fine anno; solo DXB prevede oltre 10 milioni di passeggeri a dicembre. Si consiglia alle aziende di prevedere tempi di margine e di valutare assicurazioni di viaggio che coprano ritardi dovuti al maltempo.
Guardando al futuro, Dubai Airports prevede l’installazione di ulteriori chioschi self-service e varchi biometrici per velocizzare i flussi, ma gli esperti del settore avvertono che le limitazioni nella programmazione degli equipaggi e nel controllo del traffico aereo continueranno a rappresentare una sfida durante eventi meteorologici regionali.
Fonte: Travel and Tour World
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