
Intervenendo al 116° Consiglio dell’OIM a Ginevra il 12 dicembre, il Rappresentante Permanente ceco Václav Bálek ha annunciato un impegno di 3 milioni di euro per i progetti del 2026, lodando il ruolo dell’agenzia nella gestione dei oltre 400.000 ucraini ancora sotto protezione temporanea in Repubblica Ceca.
L’inviato ha inquadrato la donazione come parte di una strategia duplice: contrastare l’immigrazione irregolare ampliando al contempo i canali legali per lavoratori qualificati. Dal 2020 Praga ha finanziato tredici progetti OIM per un valore di 11,5 milioni di euro, che spaziano dai voli di rimpatrio volontario in Libia a kit biometrici per la registrazione della polizia di frontiera ceca.
Per i datori di lavoro, l’impegno rafforza l’aspettativa che la Repubblica Ceca mantenga aperti i canali umanitari, affiancandoli però a procedure più rapide per programmi di talento come Highly Qualified Worker, Key & Research Staff e Digital Nomad. Le associazioni imprenditoriali di Brno e Ostrava sostengono che senza canali di reclutamento snelli, l’invecchiamento della forza lavoro limiterà la crescita delle esportazioni.
I responsabili della mobilità dovrebbero monitorare il progetto pilota della carta di soggiorno biometrica quinquennale, che dal 15 dicembre sostituirà il rinnovo annuale tramite adesivi, e prepararsi a un controllo più rigoroso sugli obblighi di rientro per i dipendenti che perdono lo status legale.
Sul fronte diplomatico, il gesto finanziario rafforza l’influenza di Praga all’interno della governance OIM, aprendo potenzialmente la strada a moduli di integrazione in lingua ceca o a schemi regionali di mobilità cofinanziati, che potrebbero avvantaggiare le multinazionali operanti nell’Europa centrale.
L’inviato ha inquadrato la donazione come parte di una strategia duplice: contrastare l’immigrazione irregolare ampliando al contempo i canali legali per lavoratori qualificati. Dal 2020 Praga ha finanziato tredici progetti OIM per un valore di 11,5 milioni di euro, che spaziano dai voli di rimpatrio volontario in Libia a kit biometrici per la registrazione della polizia di frontiera ceca.
Per i datori di lavoro, l’impegno rafforza l’aspettativa che la Repubblica Ceca mantenga aperti i canali umanitari, affiancandoli però a procedure più rapide per programmi di talento come Highly Qualified Worker, Key & Research Staff e Digital Nomad. Le associazioni imprenditoriali di Brno e Ostrava sostengono che senza canali di reclutamento snelli, l’invecchiamento della forza lavoro limiterà la crescita delle esportazioni.
I responsabili della mobilità dovrebbero monitorare il progetto pilota della carta di soggiorno biometrica quinquennale, che dal 15 dicembre sostituirà il rinnovo annuale tramite adesivi, e prepararsi a un controllo più rigoroso sugli obblighi di rientro per i dipendenti che perdono lo status legale.
Sul fronte diplomatico, il gesto finanziario rafforza l’influenza di Praga all’interno della governance OIM, aprendo potenzialmente la strada a moduli di integrazione in lingua ceca o a schemi regionali di mobilità cofinanziati, che potrebbero avvantaggiare le multinazionali operanti nell’Europa centrale.
Fonte: VisaHQ
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