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Il nuovo piano a “tre muri” dell’Austria mantiene i controlli al confine con la Repubblica Ceca fino a giugno 2026

dic 14, 2025
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Il nuovo piano a “tre muri” dell’Austria mantiene i controlli al confine con la Repubblica Ceca fino a giugno 2026
L’Austria ha deciso di mantenere i controlli su passaporti e veicoli in tutti i valichi stradali e ferroviari verso la Repubblica Ceca per almeno altri 18 mesi, trasformando quella che era una deroga Schengen semestrale in una strategia più ampia e basata sul rischio, denominata “Tre Muri” per la sicurezza delle frontiere. Il ministro dell’Interno Gerhard Karner ha presentato il pacchetto in una conferenza stampa a Vienna il 12 dicembre.

Il “Muro Uno” prevede un potenziamento del personale e delle risorse tecniche per le operazioni alle frontiere esterne dell’UE nei Balcani occidentali. Il “Muro Due” intensifica le pattuglie congiunte all’interno dell’Ungheria, considerata una zona cuscinetto esterna, mentre il “Muro Tre” trasforma i posti di blocco temporanei in Austria in una cintura permanente di pattuglie mobili, droni e telecamere con riconoscimento automatico delle targhe, pronte a essere spostate rapidamente nei punti critici.

Il nuovo piano a “tre muri” dell’Austria mantiene i controlli al confine con la Repubblica Ceca fino a giugno 2026


Per i viaggiatori, la conseguenza immediata è che tutti, compresi i cittadini UE, devono continuare a utilizzare i valichi designati al confine ceco-austriaco, dove vengono controllati documenti d’identità e veicoli. Gli spedizionieri segnalano già code mattutine di 30-45 minuti ai valichi più trafficati (ad esempio Kleinhaugsdorf/Hatě e Mikulov/Drasenhofen). Il Ministero dell’Interno sostiene che i controlli hanno quasi azzerato gli episodi di traffico di persone, ma le aziende logistiche ceche avvertono che la sosta aggiuntiva può aumentare i costi di una consegna andata e ritorno Praga-Vienna di 40-70 euro, complicando le catene di approvvigionamento “just-in-time” per le fabbriche automobilistiche austriache.

I viaggiatori d’affari dovrebbero prevedere tempi supplementari e tenere passaporti o carte d’identità nazionali a portata di mano anche per spostamenti all’interno dell’area Schengen. Le compagnie di autobus consigliano di programmare pause al confine per assorbire i ritardi, mentre l’operatore ferroviario ÖBB comunica che i controlli documentali a bordo dei treni transfrontalieri continueranno in modo casuale almeno fino a metà 2026.

Sul lungo termine, i diplomatici a Praga temono che l’estensione dei controlli interni per altri 18 mesi possa normalizzare quella che doveva essere una deroga temporanea alla libera circolazione Schengen. Il Ministero dell’Interno ceco intende sollevare l’impatto economico della misura al prossimo Consiglio Giustizia e Affari Interni, sostenendo che ora sono più le carenze di personale che l’immigrazione irregolare a guidare la maggior parte dei traffici illeciti lungo il confine comune.
Fonte: VisaHQ Global Mobility News

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