
Oltre 500 migranti hanno raggiunto la costa del Kent il 14 dicembre, ponendo fine alla più lunga interruzione delle traversate in piccole imbarcazioni attraverso la Manica dal 2018. I funzionari della UK Border Force hanno spiegato che le condizioni marine avverse avevano bloccato le partenze dalla Francia settentrionale per quasi un mese, ma una finestra di tempo più calmo ha coinciso con un aumento delle partenze dai punti di imbarco vicino a Calais e Dunkerque.
La ripresa avviene mentre Londra e Parigi negoziano un nuovo pacchetto di finanziamenti quinquennale per pattugliamenti costieri congiunti e sorveglianza tramite droni. Nell’ambito dell’attuale accordo da 595 milioni di euro (2022-2025), la Francia schiera quotidianamente 800 gendarmi e poliziotti sulle spiagge, ma i ministri britannici sostengono che le intercettazioni siano diminuite del 12% quest’anno nonostante l’aumento del personale.
Per i responsabili della mobilità, la ripresa delle traversate comporta controlli più rigorosi sui veicoli all’Eurotunnel e ai terminal dei traghetti, dove la polizia francese effettua spesso ispezioni “opportunistiche” su furgoni e camion per individuare eventuali clandestini. Le associazioni di logistica avvertono di possibili ritardi nelle spedizioni durante il picco delle festività, invitando gli autisti a prevedere tempi di attesa maggiori nelle rotazioni Dover-Calais.
Sul piano politico, gli arrivi alimentano il dibattito in Francia in vista del voto del Senato di gennaio sulle riforme dell’accoglienza dei richiedenti asilo, che prevedono la redistribuzione dei richiedenti lontano dai dipartimenti costieri. Le ONG per i diritti umani segnalano che i centri di accoglienza sono già vicini alla capacità massima, mentre il Ministero dell’Interno assicura che trasferimenti più rapidi secondo il Regolamento di Dublino ridurranno la pressione.
Le aziende che impiegano cittadini del Nord Africa e del Medio Oriente dovrebbero prepararsi a un controllo più stringente dei titolari di permessi di lavoro durante i controlli alle frontiere interne in Hauts-de-France e potrebbero voler fornire lettere aggiornate di conferma dell’impiego al personale in viaggio.
La ripresa avviene mentre Londra e Parigi negoziano un nuovo pacchetto di finanziamenti quinquennale per pattugliamenti costieri congiunti e sorveglianza tramite droni. Nell’ambito dell’attuale accordo da 595 milioni di euro (2022-2025), la Francia schiera quotidianamente 800 gendarmi e poliziotti sulle spiagge, ma i ministri britannici sostengono che le intercettazioni siano diminuite del 12% quest’anno nonostante l’aumento del personale.
Per i responsabili della mobilità, la ripresa delle traversate comporta controlli più rigorosi sui veicoli all’Eurotunnel e ai terminal dei traghetti, dove la polizia francese effettua spesso ispezioni “opportunistiche” su furgoni e camion per individuare eventuali clandestini. Le associazioni di logistica avvertono di possibili ritardi nelle spedizioni durante il picco delle festività, invitando gli autisti a prevedere tempi di attesa maggiori nelle rotazioni Dover-Calais.
Sul piano politico, gli arrivi alimentano il dibattito in Francia in vista del voto del Senato di gennaio sulle riforme dell’accoglienza dei richiedenti asilo, che prevedono la redistribuzione dei richiedenti lontano dai dipartimenti costieri. Le ONG per i diritti umani segnalano che i centri di accoglienza sono già vicini alla capacità massima, mentre il Ministero dell’Interno assicura che trasferimenti più rapidi secondo il Regolamento di Dublino ridurranno la pressione.
Le aziende che impiegano cittadini del Nord Africa e del Medio Oriente dovrebbero prepararsi a un controllo più stringente dei titolari di permessi di lavoro durante i controlli alle frontiere interne in Hauts-de-France e potrebbero voler fornire lettere aggiornate di conferma dell’impiego al personale in viaggio.
Fonte: The Sun
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