
Il Dipartimento per la Sicurezza Interna degli Stati Uniti (DHS) ha pubblicato silenziosamente una bozza di regolamento che richiederebbe ai cittadini dei 42 Paesi aderenti al Visa Waiver Program (VWP) di indicare tutti gli account social utilizzati negli ultimi cinque anni nel modulo Electronic System for Travel Authorization (ESTA). La proposta, che entrerà in vigore l’8 febbraio 2026, imporrebbe inoltre la dichiarazione di indirizzi e-mail degli ultimi dieci anni e un ampliamento delle informazioni sul background familiare. Secondo documenti ottenuti da Reuters, la misura attua la direttiva dell’Ordine Esecutivo 14161 per un “controllo rafforzato basato su dati online pubblicamente disponibili”.
L’U.S. Travel Association, che rappresenta grandi compagnie aeree, catene alberghiere e uffici congressi, ha avvertito in una nota del 15 dicembre che la norma potrebbe avere un “effetto deterrente” sul turismo in entrata. I visitatori del VWP spendono circa 120 miliardi di dollari all’anno negli Stati Uniti; anche un calo del 5% cancellerebbe circa 80.000 posti di lavoro americani. I regolatori europei per la privacy hanno già segnalato possibili ritorsioni, sottolineando che obbligare i richiedenti a rendere pubblici account privati potrebbe violare le normative UE sulla protezione dei dati.
Per i responsabili della mobilità aziendale, la principale preoccupazione è la prevedibilità. Sebbene le approvazioni ESTA siano solitamente rapide, il nuovo controllo potrebbe allungare i tempi di elaborazione di giorni, compromettendo l’utilità del VWP per viaggi dell’ultimo minuto. Le aziende dovrebbero consigliare ai dirigenti e ai loro social media manager di ripulire i profili da post potenzialmente controversi che potrebbero essere fraintesi dagli algoritmi consolari o dai revisori umani.
Anche i legali prevedono contenziosi. I gruppi per le libertà civili ritengono la politica troppo ampia e inefficace, citando il rapporto 2024 dell’Ispettore Generale del DHS che ha rilevato una “minima correlazione tra i risultati del controllo open-source e le effettive segnalazioni negative”. Un ricorso giudiziario potrebbe ritardare l’entrata in vigore, ma le aziende non dovrebbero fare affidamento su questo e iniziare subito a verificare la preparazione dei viaggiatori.
Azioni consigliate: 1) aggiornare le checklist pre-viaggio includendo la revisione delle informazioni social; 2) prevedere almeno 72 ore di margine per l’approvazione ESTA una volta attiva la norma; 3) monitorare eventuali annunci di trattamenti reciproci da parte dell’UE e altri partner VWP che potrebbero imporre requisiti simili ai titolari di passaporto USA.
L’U.S. Travel Association, che rappresenta grandi compagnie aeree, catene alberghiere e uffici congressi, ha avvertito in una nota del 15 dicembre che la norma potrebbe avere un “effetto deterrente” sul turismo in entrata. I visitatori del VWP spendono circa 120 miliardi di dollari all’anno negli Stati Uniti; anche un calo del 5% cancellerebbe circa 80.000 posti di lavoro americani. I regolatori europei per la privacy hanno già segnalato possibili ritorsioni, sottolineando che obbligare i richiedenti a rendere pubblici account privati potrebbe violare le normative UE sulla protezione dei dati.
Per i responsabili della mobilità aziendale, la principale preoccupazione è la prevedibilità. Sebbene le approvazioni ESTA siano solitamente rapide, il nuovo controllo potrebbe allungare i tempi di elaborazione di giorni, compromettendo l’utilità del VWP per viaggi dell’ultimo minuto. Le aziende dovrebbero consigliare ai dirigenti e ai loro social media manager di ripulire i profili da post potenzialmente controversi che potrebbero essere fraintesi dagli algoritmi consolari o dai revisori umani.
Anche i legali prevedono contenziosi. I gruppi per le libertà civili ritengono la politica troppo ampia e inefficace, citando il rapporto 2024 dell’Ispettore Generale del DHS che ha rilevato una “minima correlazione tra i risultati del controllo open-source e le effettive segnalazioni negative”. Un ricorso giudiziario potrebbe ritardare l’entrata in vigore, ma le aziende non dovrebbero fare affidamento su questo e iniziare subito a verificare la preparazione dei viaggiatori.
Azioni consigliate: 1) aggiornare le checklist pre-viaggio includendo la revisione delle informazioni social; 2) prevedere almeno 72 ore di margine per l’approvazione ESTA una volta attiva la norma; 3) monitorare eventuali annunci di trattamenti reciproci da parte dell’UE e altri partner VWP che potrebbero imporre requisiti simili ai titolari di passaporto USA.
Fonte: Reuters
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