
Accanto alla decisione sulla ricongiungimento familiare, il Comitato Principale del Consiglio Nazionale ha approvato la ‘Niederlassungsverordnung’ (Regolamento di Insediamento) per il 2025, che stabilisce la quota nazionale per le categorie di immigrazione soggette a limiti annuali. Per l’anno solare 2025, l’Austria rilascerà un massimo di 5.616 permessi di soggiorno vincolati a quota, in calo rispetto ai 5.846 del 2024 e ai 5.951 del 2023.
La quota maggiore—4.850 posti—è riservata all’immigrazione familiare di cittadini di paesi terzi (familiari a carico di residenti permanenti). Altri 385 posti sono destinati ai cosiddetti “Privati” (pensionati finanziariamente indipendenti o persone con mezzi propri), 89 ai titolari di un permesso di soggiorno ‘Long-Term EU Residence’ rilasciato da un altro Stato membro che intendono trasferirsi in Austria, e 292 ai familiari che convertono un permesso attuale in una Red-White-Red Card Plus.
Il governo giustifica la riduzione di 230 posti con una domanda inferiore da parte delle province di Bassa Austria e Stiria; entrambe hanno fatto pressione per quote di ricongiungimento familiare più contenute a causa della scarsità di alloggi. Gli avvocati specializzati in immigrazione sottolineano che il tetto non si applica ai canali legati al mercato del lavoro, come la Red-White-Red Card standard per lavoratori chiave o la Blue Card UE, ma avvertono che il calo dei numeri familiari potrebbe influire indirettamente sull’attrazione di talenti per le multinazionali i cui dipendenti sperano di far arrivare i familiari in seguito.
I richiedenti nelle categorie soggette a quota devono prenotare un appuntamento non appena si aprono le finestre provinciali a gennaio, poiché i posti sono assegnati secondo l’ordine di arrivo e storicamente si esauriscono in poche ore. I datori di lavoro che sponsorizzano genitori anziani o partner finanziariamente indipendenti dovrebbero iniziare subito a raccogliere la documentazione, inclusa la prova di reddito stabile (attualmente netto €2.009,85 a coppia) e un’assicurazione sanitaria completa. Non ottenere un posto in quota significa dover attendere il 2026 o optare per un altro tipo di visto, se idonei.
Per i responsabili della mobilità globale, il messaggio è chiaro: integrare la quota ridotta nei tempi di trasferimento, selezionare i candidati in anticipo e coordinarsi strettamente con i consolati austriaci per evitare spiacevoli sorprese. Il Ministero dell’Interno dovrebbe pubblicare le sotto-quote provinciali e le date di apertura entro fine anno; i team HR devono monitorare questi avvisi e informare di conseguenza i dipendenti.
La quota maggiore—4.850 posti—è riservata all’immigrazione familiare di cittadini di paesi terzi (familiari a carico di residenti permanenti). Altri 385 posti sono destinati ai cosiddetti “Privati” (pensionati finanziariamente indipendenti o persone con mezzi propri), 89 ai titolari di un permesso di soggiorno ‘Long-Term EU Residence’ rilasciato da un altro Stato membro che intendono trasferirsi in Austria, e 292 ai familiari che convertono un permesso attuale in una Red-White-Red Card Plus.
Il governo giustifica la riduzione di 230 posti con una domanda inferiore da parte delle province di Bassa Austria e Stiria; entrambe hanno fatto pressione per quote di ricongiungimento familiare più contenute a causa della scarsità di alloggi. Gli avvocati specializzati in immigrazione sottolineano che il tetto non si applica ai canali legati al mercato del lavoro, come la Red-White-Red Card standard per lavoratori chiave o la Blue Card UE, ma avvertono che il calo dei numeri familiari potrebbe influire indirettamente sull’attrazione di talenti per le multinazionali i cui dipendenti sperano di far arrivare i familiari in seguito.
I richiedenti nelle categorie soggette a quota devono prenotare un appuntamento non appena si aprono le finestre provinciali a gennaio, poiché i posti sono assegnati secondo l’ordine di arrivo e storicamente si esauriscono in poche ore. I datori di lavoro che sponsorizzano genitori anziani o partner finanziariamente indipendenti dovrebbero iniziare subito a raccogliere la documentazione, inclusa la prova di reddito stabile (attualmente netto €2.009,85 a coppia) e un’assicurazione sanitaria completa. Non ottenere un posto in quota significa dover attendere il 2026 o optare per un altro tipo di visto, se idonei.
Per i responsabili della mobilità globale, il messaggio è chiaro: integrare la quota ridotta nei tempi di trasferimento, selezionare i candidati in anticipo e coordinarsi strettamente con i consolati austriaci per evitare spiacevoli sorprese. Il Ministero dell’Interno dovrebbe pubblicare le sotto-quote provinciali e le date di apertura entro fine anno; i team HR devono monitorare questi avvisi e informare di conseguenza i dipendenti.
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