
Il governo di coalizione austriaco ha presentato la riforma più radicale del sistema di lavoro e residenza Red-White-Red Card (RWR-Card) dalla sua creazione nel 2011. Dopo la riunione del Consiglio dei Ministri del 10 dicembre, il Segretario di Stato per la Semplificazione, Josef Schellhorn, ha confermato che tutte le domande per la RWR-Card saranno gestite tramite una piattaforma digitale unica, amministrata congiuntamente dalle Camere di Commercio austriache e dal Servizio Pubblico per l’Impiego (AMS).
Con il nuovo modello, i datori di lavoro caricheranno contratti, certificati di qualificazione e dati salariali su un portale unico che inoltrerà automaticamente i documenti a tutte le autorità coinvolte. Il governo punta a ridurre i tempi di elaborazione da 3-6 mesi a un massimo garantito di 8 settimane. Inoltre, sarà attivato un meccanismo di intervento rapido per i settori con carenze acute, come le fabbriche di semiconduttori in Carinzia o l’ospitalità alpina in Tirolo, che potranno richiedere uno status di procedura accelerata temporanea.
Altro punto chiave è la modernizzazione della matrice a punti che determina l’idoneità alla RWR-Card. Professioni e competenze emerse dopo il 2019, come ingegneri DevOps, tecnici dell’idrogeno e specialisti in sicurezza dell’IA, saranno finalmente riconosciute, mentre la lista delle professioni in carenza sarà aggiornata in modo continuo anziché annuale.
Le multinazionali hanno accolto positivamente la riforma, sottolineando che i lunghi tempi di attesa le hanno costrette a ricorrere a visti Schengen per affari a breve termine e a costose rotazioni di lavoratori pendolari per mantenere i progetti in corso. La riforma promette di ridurre queste soluzioni temporanee, ma i team HR dovranno rivedere i flussi di dati: le autorità richiederanno che contratti, buste paga e certificati siano inviati in formati leggibili da macchina una volta attivato il portale.
Un disegno di legge sarà sottoposto a consultazione pubblica nel primo trimestre del 2026, con l’implementazione prevista per la seconda metà dell’anno. Fino ad allora, le aziende dovranno continuare a presentare le domande secondo le regole attuali, ma potranno iniziare a mappare i sistemi interni per la futura interfaccia. Si consiglia inoltre di rivedere le griglie salariali prima dell’indicizzazione annuale del 1° gennaio 2026, per garantire che le nuove assunzioni rispettino le soglie più elevate.
Con il nuovo modello, i datori di lavoro caricheranno contratti, certificati di qualificazione e dati salariali su un portale unico che inoltrerà automaticamente i documenti a tutte le autorità coinvolte. Il governo punta a ridurre i tempi di elaborazione da 3-6 mesi a un massimo garantito di 8 settimane. Inoltre, sarà attivato un meccanismo di intervento rapido per i settori con carenze acute, come le fabbriche di semiconduttori in Carinzia o l’ospitalità alpina in Tirolo, che potranno richiedere uno status di procedura accelerata temporanea.
Altro punto chiave è la modernizzazione della matrice a punti che determina l’idoneità alla RWR-Card. Professioni e competenze emerse dopo il 2019, come ingegneri DevOps, tecnici dell’idrogeno e specialisti in sicurezza dell’IA, saranno finalmente riconosciute, mentre la lista delle professioni in carenza sarà aggiornata in modo continuo anziché annuale.
Le multinazionali hanno accolto positivamente la riforma, sottolineando che i lunghi tempi di attesa le hanno costrette a ricorrere a visti Schengen per affari a breve termine e a costose rotazioni di lavoratori pendolari per mantenere i progetti in corso. La riforma promette di ridurre queste soluzioni temporanee, ma i team HR dovranno rivedere i flussi di dati: le autorità richiederanno che contratti, buste paga e certificati siano inviati in formati leggibili da macchina una volta attivato il portale.
Un disegno di legge sarà sottoposto a consultazione pubblica nel primo trimestre del 2026, con l’implementazione prevista per la seconda metà dell’anno. Fino ad allora, le aziende dovranno continuare a presentare le domande secondo le regole attuali, ma potranno iniziare a mappare i sistemi interni per la futura interfaccia. Si consiglia inoltre di rivedere le griglie salariali prima dell’indicizzazione annuale del 1° gennaio 2026, per garantire che le nuove assunzioni rispettino le soglie più elevate.
Fonte: VisaHQ Global Mobility News
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