
Il 18 dicembre, in occasione della Giornata Internazionale del Migrante, la Ministra dell’Immigrazione Lena Metlege Diab ha rilasciato una dichiarazione per onorare il “coraggio e il contributo” dei migranti, ribadendo l’impegno del Canada verso il Patto Globale per una Migrazione Sicura, Regolare e Ordinata (GCM). La ministra ha sottolineato il ruolo del Canada come co-presidente dell’Iniziativa Compact Champions insieme all’Ecuador, annunciando che Ottawa finanzierà nuovi progetti pilota nel 2026 su sfollamenti climatici e reclutamento etico.
La dichiarazione arriva mentre il Canada si prepara ad accogliere 485.000 residenti permanenti il prossimo anno, di cui metà prevista come immigrati economici. Diab ha evidenziato che attrarre talenti globali resta fondamentale per colmare le carenze di manodopera, pur riconoscendo che la migrazione “sta diventando sempre più complessa” a causa di conflitti geopolitici, insicurezza alimentare e cambiamenti climatici.
Per i datori di lavoro internazionali, il messaggio conferma la continuità della politica pro-immigrazione canadese, nonostante la riduzione di alcuni programmi temporanei. Le multinazionali che inviano personale in Canada possono aspettarsi ulteriori modifiche volte a proteggere i lavoratori vulnerabili, come la licenza obbligatoria per i reclutatori e controlli più rigorosi sulla conformità dei datori di lavoro, annunciati lo scorso autunno.
Sul piano diplomatico, il Canada sta sfruttando il GCM per promuovere il suo modello di portale digitale per la sponsorizzazione dei rifugiati e il sistema di triage dei visti basato sull’intelligenza artificiale, entrambi presentati da Diab in recenti briefing ONU. Le ONG hanno accolto con favore le dichiarazioni, ma hanno esortato Ottawa a tradurre le parole in azioni concrete, accelerando le procedure di ricongiungimento familiare e ampliando i posti per i rifugiati.
Sebbene la dichiarazione della ministra non introduca nuovi diritti, essa definisce il tono per i dibattiti politici del 2026 sulle vie migratorie eque, un tema seguito con attenzione dai team di mobilità globale impegnati nella pianificazione a lungo termine dei talenti.
La dichiarazione arriva mentre il Canada si prepara ad accogliere 485.000 residenti permanenti il prossimo anno, di cui metà prevista come immigrati economici. Diab ha evidenziato che attrarre talenti globali resta fondamentale per colmare le carenze di manodopera, pur riconoscendo che la migrazione “sta diventando sempre più complessa” a causa di conflitti geopolitici, insicurezza alimentare e cambiamenti climatici.
Per i datori di lavoro internazionali, il messaggio conferma la continuità della politica pro-immigrazione canadese, nonostante la riduzione di alcuni programmi temporanei. Le multinazionali che inviano personale in Canada possono aspettarsi ulteriori modifiche volte a proteggere i lavoratori vulnerabili, come la licenza obbligatoria per i reclutatori e controlli più rigorosi sulla conformità dei datori di lavoro, annunciati lo scorso autunno.
Sul piano diplomatico, il Canada sta sfruttando il GCM per promuovere il suo modello di portale digitale per la sponsorizzazione dei rifugiati e il sistema di triage dei visti basato sull’intelligenza artificiale, entrambi presentati da Diab in recenti briefing ONU. Le ONG hanno accolto con favore le dichiarazioni, ma hanno esortato Ottawa a tradurre le parole in azioni concrete, accelerando le procedure di ricongiungimento familiare e ampliando i posti per i rifugiati.
Sebbene la dichiarazione della ministra non introduca nuovi diritti, essa definisce il tono per i dibattiti politici del 2026 sulle vie migratorie eque, un tema seguito con attenzione dai team di mobilità globale impegnati nella pianificazione a lungo termine dei talenti.
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