
I giganti tecnologici globali Google e Apple hanno emesso avvisi urgenti il 27 dicembre, invitando i dipendenti titolari di visto a evitare tutti i viaggi internazionali non essenziali. I memo interni, riportati per la prima volta dal portale di settore Travel and Tour World, segnalano ritardi senza precedenti nel rilascio dei visti e restrizioni d’ingresso più severe a seguito della Proclamazione Presidenziale 10998 del 16 dicembre firmata dal Presidente Trump.
La proclamazione ha ampliato un divieto precedente di giugno, sospendendo completamente l’ingresso ai cittadini di 19 paesi e imponendo sospensioni parziali, oltre a controlli “estremi”, per altri 20. Insieme ai nuovi controlli biometrici e sui social media, i consolati USA in città ad alto volume come Chennai, Pechino e Londra segnalano tempi di attesa per appuntamenti H-1B che variano da sei a dodici mesi.
Per le aziende che dipendono da talenti globalmente mobili, il rischio è evidente: i dipendenti che lasciano gli Stati Uniti potrebbero rimanere bloccati all’estero in attesa del visto. I team legali hanno ricordato che la Revalidazione Automatica del Visto (AVR) non protegge più i viaggiatori provenienti dai paesi soggetti al divieto ed è sempre meno affidabile per altri, a causa di controlli secondari alle frontiere terrestri.
Oltre al settore tech, gli avvisi si stanno diffondendo in consulenza, finanza e scienze della vita, con i reparti HR che congelano eventi internazionali e accelerano le politiche di lavoro da remoto. Gli esperti di immigrazione raccomandano: (1) conservare le carte I-94 all’uscita; (2) evitare di richiedere visti in paesi terzi; (3) documentare ogni necessità lavorativa per richieste di appuntamenti d’emergenza.
L’episodio evidenzia quanto rapidamente le azioni esecutive possano destabilizzare i programmi di mobilità aziendale. Si invita i datori di lavoro a monitorare in tempo reale i tempi di attesa consolari e a prevedere budget per soluzioni alternative di trasferimento, inclusi hub in Canada e UE, fino a quando i processi negli USA non si stabilizzeranno.
La proclamazione ha ampliato un divieto precedente di giugno, sospendendo completamente l’ingresso ai cittadini di 19 paesi e imponendo sospensioni parziali, oltre a controlli “estremi”, per altri 20. Insieme ai nuovi controlli biometrici e sui social media, i consolati USA in città ad alto volume come Chennai, Pechino e Londra segnalano tempi di attesa per appuntamenti H-1B che variano da sei a dodici mesi.
Per le aziende che dipendono da talenti globalmente mobili, il rischio è evidente: i dipendenti che lasciano gli Stati Uniti potrebbero rimanere bloccati all’estero in attesa del visto. I team legali hanno ricordato che la Revalidazione Automatica del Visto (AVR) non protegge più i viaggiatori provenienti dai paesi soggetti al divieto ed è sempre meno affidabile per altri, a causa di controlli secondari alle frontiere terrestri.
Oltre al settore tech, gli avvisi si stanno diffondendo in consulenza, finanza e scienze della vita, con i reparti HR che congelano eventi internazionali e accelerano le politiche di lavoro da remoto. Gli esperti di immigrazione raccomandano: (1) conservare le carte I-94 all’uscita; (2) evitare di richiedere visti in paesi terzi; (3) documentare ogni necessità lavorativa per richieste di appuntamenti d’emergenza.
L’episodio evidenzia quanto rapidamente le azioni esecutive possano destabilizzare i programmi di mobilità aziendale. Si invita i datori di lavoro a monitorare in tempo reale i tempi di attesa consolari e a prevedere budget per soluzioni alternative di trasferimento, inclusi hub in Canada e UE, fino a quando i processi negli USA non si stabilizzeranno.
Fonte: Travel and Tour World
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