
La Federal Aviation Administration (FAA) degli Stati Uniti ha revocato la chiusura d’emergenza di alcune aree dello spazio aereo caraibico a mezzanotte (05:00 GMT) del 4 gennaio 2026, meno di 24 ore dopo aver emesso l’ordine in risposta agli attacchi americani su obiettivi venezuelani. Reuters segnala che le compagnie aeree hanno immediatamente ripreso i servizi, con vettori a lungo raggio – tra cui la svizzera SWISS, parte del gruppo Lufthansa – che hanno riportato i voli in direzione est sui corridoi abituali.
Durante la chiusura, i voli cargo e passeggeri di SWISS verso San Paolo e Cancún hanno dovuto effettuare lunghi deviazioni via Azzorre, aggiungendo fino a 90 minuti di volo e causando superamenti dei limiti di servizio per gli equipaggi, con due cancellazioni da Zurigo. Le agenzie di gestione viaggi riferiscono che circa 1.200 viaggiatori d’affari svizzeri hanno subito ritardi o perso coincidenze a Miami e Città di Panama.
Con la riapertura dello spazio aereo, le compagnie stanno riorganizzando gli orari, ma gli analisti del settore avvertono di possibili disagi residui: i turni degli equipaggi e le rotazioni degli aeromobili sono ancora fuori sincrono, e alcuni vettori hanno limitato la disponibilità di posti per le prossime 48 ore per contenere gli effetti a catena. I responsabili dei viaggi aziendali sono quindi invitati a verificare lo stato dei voli e a prevedere margini di sicurezza per i viaggi critici verso America Latina e Caraibi.
Emergono inoltre implicazioni assicurative e fiscali. I voli deviati che hanno tecnicamente attraversato lo spazio aereo statunitense potrebbero generare giorni di presenza fiscale per gli equipaggi secondo accordi bilaterali, e le aziende devono decidere se assorbire i costi aggiuntivi per la compensazione delle emissioni di carbonio dovuti ai percorsi più lunghi. Nel frattempo, gli spedizionieri svizzeri stimano che le spedizioni di merci deperibili abbiano perso fino a 12 ore di vita utile; i team logistici stanno rivedendo i piani di emergenza per la catena del freddo.
L’episodio mette in luce la volatilità geopolitica che caratterizzerà i programmi di mobilità globale nel 2026. Gli esperti di sicurezza aerea consigliano alle multinazionali di monitorare in tempo reale i NOTAM e di includere nelle proprie strategie di gestione del rischio viaggi la possibilità di chiusure improvvise dello spazio aereo, soprattutto su rotte che attraversano regioni politicamente sensibili come Caraibi, Medio Oriente e Sahel.
Durante la chiusura, i voli cargo e passeggeri di SWISS verso San Paolo e Cancún hanno dovuto effettuare lunghi deviazioni via Azzorre, aggiungendo fino a 90 minuti di volo e causando superamenti dei limiti di servizio per gli equipaggi, con due cancellazioni da Zurigo. Le agenzie di gestione viaggi riferiscono che circa 1.200 viaggiatori d’affari svizzeri hanno subito ritardi o perso coincidenze a Miami e Città di Panama.
Con la riapertura dello spazio aereo, le compagnie stanno riorganizzando gli orari, ma gli analisti del settore avvertono di possibili disagi residui: i turni degli equipaggi e le rotazioni degli aeromobili sono ancora fuori sincrono, e alcuni vettori hanno limitato la disponibilità di posti per le prossime 48 ore per contenere gli effetti a catena. I responsabili dei viaggi aziendali sono quindi invitati a verificare lo stato dei voli e a prevedere margini di sicurezza per i viaggi critici verso America Latina e Caraibi.
Emergono inoltre implicazioni assicurative e fiscali. I voli deviati che hanno tecnicamente attraversato lo spazio aereo statunitense potrebbero generare giorni di presenza fiscale per gli equipaggi secondo accordi bilaterali, e le aziende devono decidere se assorbire i costi aggiuntivi per la compensazione delle emissioni di carbonio dovuti ai percorsi più lunghi. Nel frattempo, gli spedizionieri svizzeri stimano che le spedizioni di merci deperibili abbiano perso fino a 12 ore di vita utile; i team logistici stanno rivedendo i piani di emergenza per la catena del freddo.
L’episodio mette in luce la volatilità geopolitica che caratterizzerà i programmi di mobilità globale nel 2026. Gli esperti di sicurezza aerea consigliano alle multinazionali di monitorare in tempo reale i NOTAM e di includere nelle proprie strategie di gestione del rischio viaggi la possibilità di chiusure improvvise dello spazio aereo, soprattutto su rotte che attraversano regioni politicamente sensibili come Caraibi, Medio Oriente e Sahel.
Fonte: Reuters
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