
In un comunicato stampa dal tono deciso diffuso il 5 gennaio, Ryanair ha accusato il Taoiseach Micheál Martin di “non fare nulla” per mantenere la promessa elettorale di abolire il limite ai passeggeri dell’aeroporto di Dublino. La dichiarazione, intrisa della tipica retorica Ryanair, sostiene che eliminare il tetto “creerebbe migliaia di posti di lavoro” e permetterebbe alla compagnia di basare ulteriori dieci aeromobili a Dublino il prossimo inverno.
L’intervento di Ryanair arriva in concomitanza con il lobbying dietro le quinte di altre compagnie aeree e associazioni di viaggi aziendali, che sostengono come il limite stia già frenando la ripresa post-pandemica dell’Irlanda. La compagnia ha messo a confronto i viaggi all’estero di Martin — “più di Elton John” — con quella che definisce inattività sul fronte interno, un messaggio che probabilmente troverà eco tra le PMI dipendenti da tariffe aeree competitive.
Sebbene il tono abbia suscitato critiche tra i commentatori politici, il messaggio di fondo rafforza le iniziative parallele del Ministro O’Brien per rimuovere il limite. I responsabili dei viaggi aziendali sottolineano come la disputa pubblica evidenzi l’incertezza: se il tetto resterà, le compagnie potrebbero spostare la crescita della capacità verso Shannon, Cork o basi europee, complicando gli itinerari per il personale delle sedi di Dublino.
Le ONG ambientaliste, tuttavia, hanno colto l’occasione per chiedere che ogni espansione della capacità sia subordinata a limiti sulle emissioni e a obiettivi obbligatori di miscelazione di carburanti sostenibili (SAF), in linea con una tendenza più ampia dell’UE che collega la crescita aeroportuale agli impegni climatici.
Con le elezioni generali del 2026 all’orizzonte, gli analisti prevedono che la politica sulla capacità aerea diventerà un punto di scontro tra le fazioni pro-crescita e quelle ambientaliste all’interno della coalizione.
L’intervento di Ryanair arriva in concomitanza con il lobbying dietro le quinte di altre compagnie aeree e associazioni di viaggi aziendali, che sostengono come il limite stia già frenando la ripresa post-pandemica dell’Irlanda. La compagnia ha messo a confronto i viaggi all’estero di Martin — “più di Elton John” — con quella che definisce inattività sul fronte interno, un messaggio che probabilmente troverà eco tra le PMI dipendenti da tariffe aeree competitive.
Sebbene il tono abbia suscitato critiche tra i commentatori politici, il messaggio di fondo rafforza le iniziative parallele del Ministro O’Brien per rimuovere il limite. I responsabili dei viaggi aziendali sottolineano come la disputa pubblica evidenzi l’incertezza: se il tetto resterà, le compagnie potrebbero spostare la crescita della capacità verso Shannon, Cork o basi europee, complicando gli itinerari per il personale delle sedi di Dublino.
Le ONG ambientaliste, tuttavia, hanno colto l’occasione per chiedere che ogni espansione della capacità sia subordinata a limiti sulle emissioni e a obiettivi obbligatori di miscelazione di carburanti sostenibili (SAF), in linea con una tendenza più ampia dell’UE che collega la crescita aeroportuale agli impegni climatici.
Con le elezioni generali del 2026 all’orizzonte, gli analisti prevedono che la politica sulla capacità aerea diventerà un punto di scontro tra le fazioni pro-crescita e quelle ambientaliste all’interno della coalizione.
Fonte: Ryanair Corporate Newsroom