
Una vasta tempesta invernale che ha investito l'Europa settentrionale il 6 e 7 gennaio ha costretto le compagnie aeree a cancellare oltre 1.400 voli, causando disagi anche ai collegamenti ferroviari e stradali da Parigi a Zagabria. L’aeroporto di Parigi-Charles de Gaulle ha sospeso il 40% delle partenze, mentre KLM ha cancellato 600 voli a un Schiphol ghiacciato. Le cancellazioni hanno avuto ripercussioni anche in Svizzera, con arrivi e equipaggi in ritardo a Zurigo e Ginevra. Tra le prime vittime il volo SWISS LX733 da Amsterdam, mentre le autorità aeroportuali hanno avvertito di ritardi a catena per l’8 gennaio.
L’aeroporto di Ginevra ha segnalato che i collegamenti via Amsterdam, Parigi e Francoforte — che rappresentano quasi un terzo del traffico nei giorni feriali — sono stati “gravemente compromessi”, invitando i passeggeri a riconfermare le prenotazioni prima di recarsi in aeroporto. Le agenzie di viaggio riferiscono che i posti in business class sui voli diretti a lungo raggio da Zurigo sono andati esauriti in poche ore, con i viaggiatori che hanno cercato di evitare gli hub colpiti.
Oltre ai disagi per i passeggeri, la tempesta ha messo sotto pressione le catene di approvvigionamento. Gli esportatori di scienze della vita con sede a Basilea hanno visto DHL e FedEx posticipare le finestre di consegna garantite, spingendo alcune aziende a deviare campioni di alto valore attraverso Milano. Nel frattempo, Swiss Post ha sospeso i camion postali notturni diretti al nord della Francia, a causa del rischio di ghiaccio nero.
Per i responsabili della mobilità globale la lezione è chiara: la fitta rete di collegamenti europei fa sì che i disagi all’estero si riflettano rapidamente sugli orari svizzeri. È fondamentale predisporre piani di emergenza multi-hub, ricordare ai dipendenti le norme di compensazione EU261 e verificare la validità dei visti Schengen in caso di scali in altri Stati membri.
I meteorologi prevedono un miglioramento delle condizioni entro il 9 gennaio, ma i ritardi accumulati dalle compagnie aeree richiederanno generalmente 48 ore per essere smaltiti. Le aziende con riunioni urgenti dovrebbero valutare soluzioni virtuali almeno fino a lunedì.
L’aeroporto di Ginevra ha segnalato che i collegamenti via Amsterdam, Parigi e Francoforte — che rappresentano quasi un terzo del traffico nei giorni feriali — sono stati “gravemente compromessi”, invitando i passeggeri a riconfermare le prenotazioni prima di recarsi in aeroporto. Le agenzie di viaggio riferiscono che i posti in business class sui voli diretti a lungo raggio da Zurigo sono andati esauriti in poche ore, con i viaggiatori che hanno cercato di evitare gli hub colpiti.
Oltre ai disagi per i passeggeri, la tempesta ha messo sotto pressione le catene di approvvigionamento. Gli esportatori di scienze della vita con sede a Basilea hanno visto DHL e FedEx posticipare le finestre di consegna garantite, spingendo alcune aziende a deviare campioni di alto valore attraverso Milano. Nel frattempo, Swiss Post ha sospeso i camion postali notturni diretti al nord della Francia, a causa del rischio di ghiaccio nero.
Per i responsabili della mobilità globale la lezione è chiara: la fitta rete di collegamenti europei fa sì che i disagi all’estero si riflettano rapidamente sugli orari svizzeri. È fondamentale predisporre piani di emergenza multi-hub, ricordare ai dipendenti le norme di compensazione EU261 e verificare la validità dei visti Schengen in caso di scali in altri Stati membri.
I meteorologi prevedono un miglioramento delle condizioni entro il 9 gennaio, ma i ritardi accumulati dalle compagnie aeree richiederanno generalmente 48 ore per essere smaltiti. Le aziende con riunioni urgenti dovrebbero valutare soluzioni virtuali almeno fino a lunedì.
Fonte: VisaHQ Global Mobility News