
Le temperature sono scese sotto i –10 °C sulla Pianura Svizzera durante la notte, costringendo le squadre di Swissport all’aeroporto di Zurigo a effettuare oltre 100 operazioni di sghiacciamento degli aerei prima dell’alba dell’8 gennaio, triplicando la media stagionale. Da ottobre sono state registrate 1.700 operazioni di de-icing, ma la direzione ammette che questa ondata di freddo è la più intensa dell’inverno.
Ogni trattamento base richiede circa quattro minuti, ma un’ala coperta di neve può allungare il processo fino a mezz’ora, spingendo i voli in partenza verso il coprifuoco notturno delle 23:00. Flughafen Zürich AG assicura che “le operazioni sono stabili per ora”, ma potrebbero essere autorizzate partenze straordinarie in tarda serata se i voli a lungo raggio accumulassero ritardi. La compagnia di bandiera SWISS e il partner Lufthansa hanno attivato politiche di ‘waiver’ per maltempo, che consentono la riprenotazione gratuita nella stessa classe di viaggio in caso di ritardi superiori a due ore.
Per i pianificatori di viaggi d’affari il rischio principale è la perdita delle coincidenze intercontinentali. I voli notturni verso il Nord America dipendono da slot serali puntuali; se gli equipaggi superano i limiti di servizio EASA, le partenze slittano al giorno successivo e i viaggiatori possono perdere un’intera giornata lavorativa. I team di mobilità globale dovrebbero quindi evitare scali troppo stretti a Francoforte, Monaco e Vienna, aeroporti anch’essi colpiti dalla stessa massa d’aria artica.
Anche gli operatori del cargo sono in allerta. I trasportatori farmaceutici avvertono che le lunghe code per il de-icing possono compromettere l’integrità degli imballaggi a catena del freddo passiva. Diversi hanno optato per container attivi o hanno deviato le spedizioni sensibili attraverso Milano-Malpensa, dove le temperature sono leggermente più alte. Nel frattempo, i fornitori di servizi di gestione del rischio di viaggio hanno aggiornato lo stato operativo di Zurigo da ‘verde’ ad ‘ambra’, consigliando ai dirigenti di privilegiare riunioni virtuali quando possibile.
I modelli meteorologici prevedono un leggero rialzo delle temperature dopo il 10 gennaio, ma gli aeroporti devono prima superare altre 48 ore critiche. Le aziende dovrebbero informare i dipendenti sui diritti previsti dal regolamento EU261 per i rimborsi e verificare che i visti Schengen restino validi in caso di deviazioni impreviste via Parigi o Amsterdam.
Ogni trattamento base richiede circa quattro minuti, ma un’ala coperta di neve può allungare il processo fino a mezz’ora, spingendo i voli in partenza verso il coprifuoco notturno delle 23:00. Flughafen Zürich AG assicura che “le operazioni sono stabili per ora”, ma potrebbero essere autorizzate partenze straordinarie in tarda serata se i voli a lungo raggio accumulassero ritardi. La compagnia di bandiera SWISS e il partner Lufthansa hanno attivato politiche di ‘waiver’ per maltempo, che consentono la riprenotazione gratuita nella stessa classe di viaggio in caso di ritardi superiori a due ore.
Per i pianificatori di viaggi d’affari il rischio principale è la perdita delle coincidenze intercontinentali. I voli notturni verso il Nord America dipendono da slot serali puntuali; se gli equipaggi superano i limiti di servizio EASA, le partenze slittano al giorno successivo e i viaggiatori possono perdere un’intera giornata lavorativa. I team di mobilità globale dovrebbero quindi evitare scali troppo stretti a Francoforte, Monaco e Vienna, aeroporti anch’essi colpiti dalla stessa massa d’aria artica.
Anche gli operatori del cargo sono in allerta. I trasportatori farmaceutici avvertono che le lunghe code per il de-icing possono compromettere l’integrità degli imballaggi a catena del freddo passiva. Diversi hanno optato per container attivi o hanno deviato le spedizioni sensibili attraverso Milano-Malpensa, dove le temperature sono leggermente più alte. Nel frattempo, i fornitori di servizi di gestione del rischio di viaggio hanno aggiornato lo stato operativo di Zurigo da ‘verde’ ad ‘ambra’, consigliando ai dirigenti di privilegiare riunioni virtuali quando possibile.
I modelli meteorologici prevedono un leggero rialzo delle temperature dopo il 10 gennaio, ma gli aeroporti devono prima superare altre 48 ore critiche. Le aziende dovrebbero informare i dipendenti sui diritti previsti dal regolamento EU261 per i rimborsi e verificare che i visti Schengen restino validi in caso di deviazioni impreviste via Parigi o Amsterdam.
Fonte: VisaHQ Global Mobility News