
Parlando agli ambasciatori spagnoli a Madrid il 9 gennaio 2026, il Primo Ministro Pedro Sánchez ha sostenuto che la strategia migratoria del paese — incentrata sull’ampliamento delle vie legali per lavoro e residenza, insieme alla lotta contro le reti di contrabbando — è diventata un motore di crescita e dovrebbe ispirare i partner dell’UE. Negli ultimi sei anni, i migranti hanno contribuito a circa l’80% dell’espansione del PIL spagnolo e ora rappresentano circa il 10% delle entrate della sicurezza sociale, secondo i dati del Ministero dell’Interno.
A differenza di diversi stati vicini che nel 2025 hanno ristretto le quote, la Spagna ha utilizzato una revisione del Regolamento sugli Stranieri di maggio 2025 per ampliare i canali di assunzione in agricoltura, edilizia, tecnologia e assistenza, accelerando al contempo i permessi per laureati e start-up. Parallelamente, accordi di cooperazione con Marocco, Senegal e Mauritania hanno contribuito a una riduzione del 42,6% degli arrivi irregolari via mare lo scorso anno, soprattutto sulla rotta atlantica verso le Isole Canarie.
Le associazioni imprenditoriali accolgono favorevolmente questo doppio binario: le aziende accedono a talenti scarsi proprio mentre le coorti di età lavorativa interna si riducono, mentre i canali legali prevedibili riducono le carenze di personale dell’ultimo minuto che un tempo penalizzavano i picchi di turismo e logistica. Tuttavia, i responsabili delle risorse umane avvertono che gli uffici regionali dell’extranjería interpretano ancora diversamente la documentazione, causando ritardi nell’inserimento fino a otto settimane.
Per le multinazionali, il messaggio politico conta quasi quanto i numeri. Inquadrando la migrazione come uno strumento di competitività, il governo Sánchez segnala stabilità politica fino al ciclo elettorale del 2027, riducendo il rischio di tagli improvvisi alle quote che altrove in Europa hanno complicato la pianificazione delle assegnazioni. I responsabili della mobilità possono quindi progettare piani di trasferimento da tre a cinque anni con maggiore fiducia, a patto di prevedere nel budget l’aumento dei contributi alla sicurezza sociale in Spagna.
Guardando al futuro, Madrid prevede di digitalizzare tutti i rinnovi dei permessi di soggiorno entro il terzo trimestre 2026 e di lanciare un progetto pilota per un visto a punti basato sulle competenze, legato all’agenda della “Nuova Industrializzazione”. Se approvata, questa riforma potrebbe semplificare ulteriormente i trasferimenti intra-aziendali riconoscendo automaticamente le qualifiche straniere nelle professioni in carenza.
A differenza di diversi stati vicini che nel 2025 hanno ristretto le quote, la Spagna ha utilizzato una revisione del Regolamento sugli Stranieri di maggio 2025 per ampliare i canali di assunzione in agricoltura, edilizia, tecnologia e assistenza, accelerando al contempo i permessi per laureati e start-up. Parallelamente, accordi di cooperazione con Marocco, Senegal e Mauritania hanno contribuito a una riduzione del 42,6% degli arrivi irregolari via mare lo scorso anno, soprattutto sulla rotta atlantica verso le Isole Canarie.
Le associazioni imprenditoriali accolgono favorevolmente questo doppio binario: le aziende accedono a talenti scarsi proprio mentre le coorti di età lavorativa interna si riducono, mentre i canali legali prevedibili riducono le carenze di personale dell’ultimo minuto che un tempo penalizzavano i picchi di turismo e logistica. Tuttavia, i responsabili delle risorse umane avvertono che gli uffici regionali dell’extranjería interpretano ancora diversamente la documentazione, causando ritardi nell’inserimento fino a otto settimane.
Per le multinazionali, il messaggio politico conta quasi quanto i numeri. Inquadrando la migrazione come uno strumento di competitività, il governo Sánchez segnala stabilità politica fino al ciclo elettorale del 2027, riducendo il rischio di tagli improvvisi alle quote che altrove in Europa hanno complicato la pianificazione delle assegnazioni. I responsabili della mobilità possono quindi progettare piani di trasferimento da tre a cinque anni con maggiore fiducia, a patto di prevedere nel budget l’aumento dei contributi alla sicurezza sociale in Spagna.
Guardando al futuro, Madrid prevede di digitalizzare tutti i rinnovi dei permessi di soggiorno entro il terzo trimestre 2026 e di lanciare un progetto pilota per un visto a punti basato sulle competenze, legato all’agenda della “Nuova Industrializzazione”. Se approvata, questa riforma potrebbe semplificare ulteriormente i trasferimenti intra-aziendali riconoscendo automaticamente le qualifiche straniere nelle professioni in carenza.
Fonte: Spain in English