
I dati diffusi dalle associazioni imprenditoriali di Ceuta rivelano che il punto doganale commerciale aperto al valico di Tarajal nel febbraio 2025 ha gestito solo 49 dichiarazioni di importazione e due di esportazione nei primi undici mesi. La maggior parte del traffico in entrata era costituita da aggregati per l’edilizia, mentre le uniche spedizioni in uscita riguardavano prodotti per l’igiene e componenti automobilistici.
Il progetto pilota doganale rappresentava una misura simbolo di fiducia nel “road map” di aprile 2022 che ha normalizzato le relazioni diplomatiche tra Spagna e Marocco. Sebbene la struttura sia rimasta formalmente aperta, è stata chiusa per tre mesi la scorsa estate per evitare congestioni durante l’annuale “Operación Paso del Estrecho”, quando centinaia di migliaia di espatriati maghrebini attraversano lo Stretto di Gibilterra. Ora i leader imprenditoriali lamentano chiusure imprevedibili, orari limitati e la mancanza di strumenti elettronici per la pre-dichiarazione, fattori che rendono il confine poco competitivo.
Per le aziende spagnole e multinazionali che indirizzano le merci verso il Nord Africa tramite Algeciras e Tanger-Med, questo avvio deludente è un promemoria che il gateway di Ceuta deve ancora maturare come opzione logistica affidabile. Gli spedizionieri sottolineano che un solo camion può attraversare il valico ogni ora, ben al di sotto della capacità inizialmente promessa di 30 camion all’ora. Fino a un miglioramento del flusso, le aziende dovrebbero continuare a prevedere l’uso di traghetti verso i porti della terraferma o servizi diretti roll-on/roll-off verso il Marocco.
I team di mobilità dovrebbero inoltre informare i dipendenti assegnati a Ceuta sulla disponibilità limitata di prodotti freschi e materiali da costruzione. Le carenze temporanee hanno fatto aumentare i prezzi al consumo nell’enclave di circa il 4,2% lo scorso anno. I dipartimenti HR potrebbero dover adeguare di conseguenza le indennità per il costo della vita.
Guardando al futuro, il Ministero delle Finanze spagnolo ha stanziato 8 milioni di euro per il 2026 destinati a una terminal doganale permanente con tecnologia green-lane. L’effettivo utilizzo di questi fondi dipenderà dalle trattative con Rabat, che riprenderanno dopo la pausa parlamentare marocchina di febbraio.
Il progetto pilota doganale rappresentava una misura simbolo di fiducia nel “road map” di aprile 2022 che ha normalizzato le relazioni diplomatiche tra Spagna e Marocco. Sebbene la struttura sia rimasta formalmente aperta, è stata chiusa per tre mesi la scorsa estate per evitare congestioni durante l’annuale “Operación Paso del Estrecho”, quando centinaia di migliaia di espatriati maghrebini attraversano lo Stretto di Gibilterra. Ora i leader imprenditoriali lamentano chiusure imprevedibili, orari limitati e la mancanza di strumenti elettronici per la pre-dichiarazione, fattori che rendono il confine poco competitivo.
Per le aziende spagnole e multinazionali che indirizzano le merci verso il Nord Africa tramite Algeciras e Tanger-Med, questo avvio deludente è un promemoria che il gateway di Ceuta deve ancora maturare come opzione logistica affidabile. Gli spedizionieri sottolineano che un solo camion può attraversare il valico ogni ora, ben al di sotto della capacità inizialmente promessa di 30 camion all’ora. Fino a un miglioramento del flusso, le aziende dovrebbero continuare a prevedere l’uso di traghetti verso i porti della terraferma o servizi diretti roll-on/roll-off verso il Marocco.
I team di mobilità dovrebbero inoltre informare i dipendenti assegnati a Ceuta sulla disponibilità limitata di prodotti freschi e materiali da costruzione. Le carenze temporanee hanno fatto aumentare i prezzi al consumo nell’enclave di circa il 4,2% lo scorso anno. I dipartimenti HR potrebbero dover adeguare di conseguenza le indennità per il costo della vita.
Guardando al futuro, il Ministero delle Finanze spagnolo ha stanziato 8 milioni di euro per il 2026 destinati a una terminal doganale permanente con tecnologia green-lane. L’effettivo utilizzo di questi fondi dipenderà dalle trattative con Rabat, che riprenderanno dopo la pausa parlamentare marocchina di febbraio.
Fonte: EFE / Infobae