
La Germania ha abolito l'obbligo di visto di transito aeroportuale (ATV) per i cittadini indiani, una decisione annunciata a Nuova Delhi durante la visita di Stato del cancelliere tedesco Friedrich Merz il 13 gennaio 2026. A partire dal 12 gennaio, gli indiani in transito attraverso Francoforte, Monaco o qualsiasi altro hub internazionale tedesco non dovranno più ottenere un visto di transito Schengen separato per collegamenti verso destinazioni extra-UE come il Regno Unito o i Caraibi.
Questa modifica annulla il sistema frammentato post-Brexit che costringeva i viaggiatori indiani a richiedere due visti distinti – uno britannico e uno Schengen – per i viaggi con scalo nell’UE. Lufthansa, Air India e i tour operator segnalano che la burocrazia aggiuntiva ha ridotto del doppio le tratte India-Europa-Regno Unito negli ultimi sei anni; ora prevedono una rapida ripresa, con le prenotazioni di transito già in forte aumento sui sistemi di distribuzione globale poche ore dopo l’annuncio.
Per i responsabili della mobilità aziendale il vantaggio è concreto: rispetto ai 7.500–10.000 ₹ per un ATV e ai tempi di elaborazione di due-cinque giorni, il nuovo regime elimina i costi extra e riduce drasticamente i tempi di pianificazione per viaggi last minute legati a progetti. Anche le compagnie aeree guadagnano in flessibilità, potendo gestire voli in code-share tra India, Germania e Regno Unito senza il rischio di no-show dovuti a problemi di visto, che spesso costano milioni in compensazioni per imbarco negato.
I viaggiatori devono però ricordare che l’esenzione vale solo per i collegamenti aerei in transito; entrare in Germania per ritirare i bagagli o pernottare richiede ancora un visto Schengen regolare. Il Ministero degli Esteri tedesco pubblicherà questa settimana una circolare dettagliata per chiarire i requisiti per marittimi e titolari di passaporti indiani a validità limitata. Nel frattempo, le agenzie indiane invitano i passeggeri a verificare che eventuali tratte successive nel Regno Unito rispettino le norme di ingresso per evitare di rimanere bloccati negli aeroporti tedeschi.
Questa modifica annulla il sistema frammentato post-Brexit che costringeva i viaggiatori indiani a richiedere due visti distinti – uno britannico e uno Schengen – per i viaggi con scalo nell’UE. Lufthansa, Air India e i tour operator segnalano che la burocrazia aggiuntiva ha ridotto del doppio le tratte India-Europa-Regno Unito negli ultimi sei anni; ora prevedono una rapida ripresa, con le prenotazioni di transito già in forte aumento sui sistemi di distribuzione globale poche ore dopo l’annuncio.
Per i responsabili della mobilità aziendale il vantaggio è concreto: rispetto ai 7.500–10.000 ₹ per un ATV e ai tempi di elaborazione di due-cinque giorni, il nuovo regime elimina i costi extra e riduce drasticamente i tempi di pianificazione per viaggi last minute legati a progetti. Anche le compagnie aeree guadagnano in flessibilità, potendo gestire voli in code-share tra India, Germania e Regno Unito senza il rischio di no-show dovuti a problemi di visto, che spesso costano milioni in compensazioni per imbarco negato.
I viaggiatori devono però ricordare che l’esenzione vale solo per i collegamenti aerei in transito; entrare in Germania per ritirare i bagagli o pernottare richiede ancora un visto Schengen regolare. Il Ministero degli Esteri tedesco pubblicherà questa settimana una circolare dettagliata per chiarire i requisiti per marittimi e titolari di passaporti indiani a validità limitata. Nel frattempo, le agenzie indiane invitano i passeggeri a verificare che eventuali tratte successive nel Regno Unito rispettino le norme di ingresso per evitare di rimanere bloccati negli aeroporti tedeschi.
Fonte: The Times of India
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