
In una mossa che pone fine a anni di frustrazioni legate alle pratiche burocratiche all’arrivo, il Dipartimento degli Affari Esteri delle Filippine (DFA) ha eliminato il visto per i titolari di passaporti della Repubblica Popolare Cinese che arrivano a Manila o Cebu per soggiorni fino a 14 giorni, a partire dal 16 gennaio 2026. I viaggiatori dovranno comunque presentare un passaporto con validità residua di almeno sei mesi, la prova di alloggio e un biglietto di ritorno o di proseguimento; non sarà possibile convertire o estendere lo status all’interno del paese.
L’esenzione unilaterale sarà valida inizialmente per un anno, con possibilità di rinnovo in caso di ripresa dei flussi turistici. Nel 2019 le Filippine avevano accolto 1,7 milioni di visitatori dalla Cina continentale; nel 2025 il numero è crollato a 262.000, appena il 15% del picco pre-pandemico. Le compagnie aeree sulla rotta Cina-Filippine operano a circa il 40% della capacità del 2019, perciò vettori come Cebu Pacific e Philippine Airlines stanno già valutando frequenze aggiuntive verso Shanghai, Guangzhou e Chengdu per intercettare la domanda accumulata.
Per le aziende cinesi, la nuova norma rappresenta un’opzione a basso attrito per viaggi di due diligence, visite in loco e chiusura di accordi. I responsabili della mobilità dovrebbero aggiornare le policy interne, ricordare ai viaggiatori che l’esenzione non è convertibile e assicurarsi che il personale ai gate riconosca le nuove regole documentali, poiché gli addetti a terra sono stati istruiti a negare il check-in a chi non dimostri un viaggio di proseguimento. Le imprese filippine che ospitano assegnati cinesi devono comunque ottenere permessi di lavoro per soggiorni superiori a due settimane.
Gli esperti di rischio sottolineano che la politica ha anche una valenza geopolitica. Manila punta a rilanciare il turismo cinese mentre le tensioni nel Mar Cinese Meridionale restano vive. I team HR dovrebbero quindi accompagnare il messaggio di comodità con aggiornamenti sulla sicurezza e coperture per evacuazioni, nel caso in cui la situazione diplomatica dovesse mutare rapidamente.
Guardando al futuro, i funzionari hanno lasciato intendere che potrebbe arrivare un’esenzione reciproca per i cittadini filippini, qualora i flussi turistici raggiungano gli obiettivi prefissati. Un accordo permanente metterebbe le Filippine alla pari con Thailandia, Malesia e Singapore, che già offrono soggiorni senza visto ai cittadini cinesi.
L’esenzione unilaterale sarà valida inizialmente per un anno, con possibilità di rinnovo in caso di ripresa dei flussi turistici. Nel 2019 le Filippine avevano accolto 1,7 milioni di visitatori dalla Cina continentale; nel 2025 il numero è crollato a 262.000, appena il 15% del picco pre-pandemico. Le compagnie aeree sulla rotta Cina-Filippine operano a circa il 40% della capacità del 2019, perciò vettori come Cebu Pacific e Philippine Airlines stanno già valutando frequenze aggiuntive verso Shanghai, Guangzhou e Chengdu per intercettare la domanda accumulata.
Per le aziende cinesi, la nuova norma rappresenta un’opzione a basso attrito per viaggi di due diligence, visite in loco e chiusura di accordi. I responsabili della mobilità dovrebbero aggiornare le policy interne, ricordare ai viaggiatori che l’esenzione non è convertibile e assicurarsi che il personale ai gate riconosca le nuove regole documentali, poiché gli addetti a terra sono stati istruiti a negare il check-in a chi non dimostri un viaggio di proseguimento. Le imprese filippine che ospitano assegnati cinesi devono comunque ottenere permessi di lavoro per soggiorni superiori a due settimane.
Gli esperti di rischio sottolineano che la politica ha anche una valenza geopolitica. Manila punta a rilanciare il turismo cinese mentre le tensioni nel Mar Cinese Meridionale restano vive. I team HR dovrebbero quindi accompagnare il messaggio di comodità con aggiornamenti sulla sicurezza e coperture per evacuazioni, nel caso in cui la situazione diplomatica dovesse mutare rapidamente.
Guardando al futuro, i funzionari hanno lasciato intendere che potrebbe arrivare un’esenzione reciproca per i cittadini filippini, qualora i flussi turistici raggiungano gli obiettivi prefissati. Un accordo permanente metterebbe le Filippine alla pari con Thailandia, Malesia e Singapore, che già offrono soggiorni senza visto ai cittadini cinesi.
Fonte: VisaHQ Global Mobility News
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