
In una seduta notturna del 20 gennaio 2026, entrambe le camere del Parlamento Federale hanno approvato con urgenza il disegno di legge Combatting Antisemitism, Hate and Extremism (Criminal and Migration Laws) Bill 2026. La normativa è stata presentata solo tre ore prima del voto finale, un calendario che il Governo ha definito necessario a seguito dell’attacco terroristico del 14 dicembre a Bondi.
La legge introduce nuovi reati aggravati per violenze motivate dall’odio, inasprisce le pene per le organizzazioni estremiste e – elemento cruciale per i responsabili della mobilità – modifica il Migration Act 1958 conferendo al Ministro degli Affari Interni poteri ampliati per cancellare o rifiutare visti per motivi di sicurezza nazionale o discorsi d’odio. I viaggiatori che hanno promosso o finanziato contenuti estremisti possono ora essere esclusi dall’ingresso in Australia, mentre i residenti permanenti condannati per reati d’odio designati saranno soggetti a cancellazione obbligatoria del visto e all’espulsione entro 28 giorni, con limitate eccezioni umanitarie.
I consulenti per l’immigrazione aziendale avvertono che l’ampiezza di questi nuovi poteri discrezionali potrebbe coinvolgere relatori di alto profilo, influencer sui social media e persino dirigenti aziendali i cui commenti online vengano ritenuti estremisti. Le aziende che pianificano visite brevi per conferenze o distacchi sono invitate a effettuare controlli più approfonditi sui social media e a prevedere tempi più lunghi per le domande di visto, in attesa delle linee guida ufficiali.
L’indipendente Dr Monique Ryan ha votato a favore del disegno di legge, ma ha espresso preoccupazione per una “legislazione improvvisata” che potrebbe frenare il dibattito politico legittimo e generare incoerenze giuridiche. Diverse associazioni di categoria, tra cui la Australian Human Rights Commission, chiedono una revisione urgente da parte di una commissione del Senato e definizioni più chiare di “odio” ed “estremismo” prima che vengano effettuate le prime cancellazioni.
Sul piano pratico, i team di mobilità devono aspettarsi tempi più lunghi per i controlli dei caratteri nei flussi ETA e subclass 400, e monitorare le istruzioni politiche ministeriali che dovrebbero arrivare entro 14 giorni dalla promulgazione. I reparti HR e legali sono inoltre invitati a rivedere le politiche aziendali sui social media dei dipendenti per ridurre i rischi migratori futuri. (miragenews.com)
La legge introduce nuovi reati aggravati per violenze motivate dall’odio, inasprisce le pene per le organizzazioni estremiste e – elemento cruciale per i responsabili della mobilità – modifica il Migration Act 1958 conferendo al Ministro degli Affari Interni poteri ampliati per cancellare o rifiutare visti per motivi di sicurezza nazionale o discorsi d’odio. I viaggiatori che hanno promosso o finanziato contenuti estremisti possono ora essere esclusi dall’ingresso in Australia, mentre i residenti permanenti condannati per reati d’odio designati saranno soggetti a cancellazione obbligatoria del visto e all’espulsione entro 28 giorni, con limitate eccezioni umanitarie.
I consulenti per l’immigrazione aziendale avvertono che l’ampiezza di questi nuovi poteri discrezionali potrebbe coinvolgere relatori di alto profilo, influencer sui social media e persino dirigenti aziendali i cui commenti online vengano ritenuti estremisti. Le aziende che pianificano visite brevi per conferenze o distacchi sono invitate a effettuare controlli più approfonditi sui social media e a prevedere tempi più lunghi per le domande di visto, in attesa delle linee guida ufficiali.
L’indipendente Dr Monique Ryan ha votato a favore del disegno di legge, ma ha espresso preoccupazione per una “legislazione improvvisata” che potrebbe frenare il dibattito politico legittimo e generare incoerenze giuridiche. Diverse associazioni di categoria, tra cui la Australian Human Rights Commission, chiedono una revisione urgente da parte di una commissione del Senato e definizioni più chiare di “odio” ed “estremismo” prima che vengano effettuate le prime cancellazioni.
Sul piano pratico, i team di mobilità devono aspettarsi tempi più lunghi per i controlli dei caratteri nei flussi ETA e subclass 400, e monitorare le istruzioni politiche ministeriali che dovrebbero arrivare entro 14 giorni dalla promulgazione. I reparti HR e legali sono inoltre invitati a rivedere le politiche aziendali sui social media dei dipendenti per ridurre i rischi migratori futuri. (miragenews.com)
Fonte: Mirage News
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