
Il Brasile ha fatto un passo avanti verso la piena reciprocità dei visti con il suo principale partner commerciale nel fine settimana appena trascorso. In una nota diffusa venerdì sera, il presidente Luiz Inácio Lula da Silva ha confermato che presto i cittadini cinesi potranno entrare in Brasile per scopi a breve termine — turismo, incontri d’affari, visite familiari e transito — senza dover prima ottenere un visto. L’annuncio rispecchia la decisione di Pechino, prevista per giugno 2025, di includere il Brasile (insieme ad altri quattro paesi sudamericani) nel suo programma unilaterale di esenzione dal visto per 30 giorni.
Sebbene il comunicato presidenziale non abbia fissato una data di attuazione, fonti di Itamaraty hanno riferito ai giornalisti che l’esenzione sarà inserita nel Decreto 9.199/2017 tramite un’ordinanza interministeriale “entro il primo trimestre del 2026”. Fino ad allora, i cittadini cinesi dovranno continuare a richiedere il visto turistico standard (VIVIS) online o presso i consolati.
Per le multinazionali, questa modifica elimina un passaggio amministrativo oneroso per i dirigenti cinesi che spesso si spostano tra siti produttivi e partner in joint venture nei settori automobilistico, energetico e agroindustriale brasiliani. I visitatori cinesi rappresentavano solo l’1,5% di tutti gli arrivi nel 2024; Embratur prevede che questa quota triplicherà una volta che l’esenzione entrerà in vigore, favorita anche dall’aumento recente dei voli Air China tra Pechino e San Paolo e dal volo pianificato China Southern tra Guangzhou e Recife.
Gli avvocati specializzati in immigrazione avvertono che l’esenzione sarà limitata a soggiorni fino a 90 giorni nell’arco di 12 mesi e non coprirà attività retribuite, per le quali sarà ancora necessario un visto di lavoro temporaneo. Le compagnie aeree attendono inoltre indicazioni tecniche dalla Polizia Federale su come i sistemi elettronici di imbarco distingueranno i passeggeri cinesi esenti da visto da quelli soggetti al prossimo regime di e-visto brasiliano per viaggiatori provenienti da Stati Uniti, Canada e Australia (in vigore dal 10 aprile 2026).
Tuttavia, l’annuncio è considerato una vittoria diplomatica per Brasilia — comunicata durante una telefonata di 45 minuti tra Lula e il presidente Xi Jinping — e segnala la volontà della più grande economia sudamericana di utilizzare la politica migratoria per rafforzare i legami commerciali e tecnologici con il progetto Belt and Road della Cina.
Sebbene il comunicato presidenziale non abbia fissato una data di attuazione, fonti di Itamaraty hanno riferito ai giornalisti che l’esenzione sarà inserita nel Decreto 9.199/2017 tramite un’ordinanza interministeriale “entro il primo trimestre del 2026”. Fino ad allora, i cittadini cinesi dovranno continuare a richiedere il visto turistico standard (VIVIS) online o presso i consolati.
Per le multinazionali, questa modifica elimina un passaggio amministrativo oneroso per i dirigenti cinesi che spesso si spostano tra siti produttivi e partner in joint venture nei settori automobilistico, energetico e agroindustriale brasiliani. I visitatori cinesi rappresentavano solo l’1,5% di tutti gli arrivi nel 2024; Embratur prevede che questa quota triplicherà una volta che l’esenzione entrerà in vigore, favorita anche dall’aumento recente dei voli Air China tra Pechino e San Paolo e dal volo pianificato China Southern tra Guangzhou e Recife.
Gli avvocati specializzati in immigrazione avvertono che l’esenzione sarà limitata a soggiorni fino a 90 giorni nell’arco di 12 mesi e non coprirà attività retribuite, per le quali sarà ancora necessario un visto di lavoro temporaneo. Le compagnie aeree attendono inoltre indicazioni tecniche dalla Polizia Federale su come i sistemi elettronici di imbarco distingueranno i passeggeri cinesi esenti da visto da quelli soggetti al prossimo regime di e-visto brasiliano per viaggiatori provenienti da Stati Uniti, Canada e Australia (in vigore dal 10 aprile 2026).
Tuttavia, l’annuncio è considerato una vittoria diplomatica per Brasilia — comunicata durante una telefonata di 45 minuti tra Lula e il presidente Xi Jinping — e segnala la volontà della più grande economia sudamericana di utilizzare la politica migratoria per rafforzare i legami commerciali e tecnologici con il progetto Belt and Road della Cina.
Fonte: Agência Brasil