
Un consorzio di investitori privati, supportato dalla Banca di Sviluppo dell’America Latina e dei Caraibi (CAF), ha presentato il 24 gennaio un progetto per un aeroporto internazionale ex novo che potrebbe rivoluzionare la connettività aerea nel Nordest del Brasile, storicamente poco servito. Annunciato durante il ‘Brasil 360° Tourism & Investment Forum’ a San Paolo, il progetto punta all’approvazione parlamentare del disegno di legge 4.392/2025, che consentirebbe alle compagnie aeree straniere di operare voli di cabotaggio, fondamentale per creare un vero hub regionale.
Gli studi di prefattibilità prevedono un complesso con più piste, dotato di robot automatizzati per la gestione bagagli, varchi biometrici e infrastrutture alimentate da energia solare, in grado di gestire 15 milioni di passeggeri all’anno entro il 2035. Stati come Paraíba e Rio Grande do Norte si contendono la sede dell’aeroporto, proponendo attrazioni turistiche complementari e incentivi fiscali.
Per i programmi di mobilità globale, la prospettiva di collegamenti diretti tra Europa, Nord America e città brasiliane secondarie promette itinerari di lavoro più brevi e nuove destinazioni oltre l’affollato asse San Paolo–Rio. Il Ministero dei Porti e Aeroporti stima che un hub operativo potrebbe ridurre fino a quattro ore i tempi di viaggio porta a porta per dirigenti diretti a progetti di energie rinnovabili nel Sertão o a parchi tecnologici a Recife.
Tuttavia, gli analisti del settore avvertono che l’ambiente regolatorio brasiliano resta poco chiaro. I tentativi precedenti di liberalizzare il cabotaggio si sono arenati per l’opposizione sindacale e per questioni di parità di condizioni per le compagnie nazionali. Un altro ostacolo è il finanziamento: la prima fase dell’aeroporto ha un costo stimato di 6 miliardi di real (1,2 miliardi di dollari), da coprire con una combinazione di concessioni venticinquennali e prestiti all’export legati a standard di costruzione sostenibile.
Le audizioni pubbliche sulla legge abilitante sono previste in Congresso entro marzo. Se il disegno di legge sarà approvato, il consorzio punta a iniziare i lavori all’inizio del 2027, con operazioni parziali già dal 2030, potenzialmente ridisegnando la mappa dell’aviazione interna e internazionale del Brasile.
Gli studi di prefattibilità prevedono un complesso con più piste, dotato di robot automatizzati per la gestione bagagli, varchi biometrici e infrastrutture alimentate da energia solare, in grado di gestire 15 milioni di passeggeri all’anno entro il 2035. Stati come Paraíba e Rio Grande do Norte si contendono la sede dell’aeroporto, proponendo attrazioni turistiche complementari e incentivi fiscali.
Per i programmi di mobilità globale, la prospettiva di collegamenti diretti tra Europa, Nord America e città brasiliane secondarie promette itinerari di lavoro più brevi e nuove destinazioni oltre l’affollato asse San Paolo–Rio. Il Ministero dei Porti e Aeroporti stima che un hub operativo potrebbe ridurre fino a quattro ore i tempi di viaggio porta a porta per dirigenti diretti a progetti di energie rinnovabili nel Sertão o a parchi tecnologici a Recife.
Tuttavia, gli analisti del settore avvertono che l’ambiente regolatorio brasiliano resta poco chiaro. I tentativi precedenti di liberalizzare il cabotaggio si sono arenati per l’opposizione sindacale e per questioni di parità di condizioni per le compagnie nazionali. Un altro ostacolo è il finanziamento: la prima fase dell’aeroporto ha un costo stimato di 6 miliardi di real (1,2 miliardi di dollari), da coprire con una combinazione di concessioni venticinquennali e prestiti all’export legati a standard di costruzione sostenibile.
Le audizioni pubbliche sulla legge abilitante sono previste in Congresso entro marzo. Se il disegno di legge sarà approvato, il consorzio punta a iniziare i lavori all’inizio del 2027, con operazioni parziali già dal 2030, potenzialmente ridisegnando la mappa dell’aviazione interna e internazionale del Brasile.
Fonte: Paraíba Business